Onlit accusa Rfi: «Nega a Italo la circolazione di 10 nuovi convogli»

Onlit accusa Rfi: «Nega a Italo la circolazione di 10 nuovi convogli»
25 marzo 15:54 2019 Stampa questo articolo

«Nonostante la rete ad alta velocità non sia satura, Rete ferroviaria italiana (Rfi) ha negato a Ntv, l’azienda proprietaria dei treni Italo, la possibilità di far circolare dieci nuovi convogli acquistati recentemente», dichiara il presidente dell’Osservatorio nazionale liberalizzazioni Infrastrutture e Trasporti (Onlit) Dario Balotta. Una decisione che ripropone il tema dell’accesso all’infrastruttura, visto che il gestore della rete – Rfi – e uno dei fornitori del servizio (Trenitalia) appartengono allo stesso Gruppo.

«Le procedure per richiedere nuove tracce orarie (slot) sono lunghe e farraginose – continua Balotta – e mettono la società privata, acquistata lo scorso anno da un fondo statunitense, nell’impossibilità di richiedere gli spazi necessari per operare su nuove tratte e potenziare quelle esistenti seguendo l’evoluzione della domanda».

La situazione è sotto la lente dell’Autorità di regolazione dei trasporti (Art), a cui Ntv ha inviato una segnalazione. Già lo scorso anno Rfi si era vista recapitare una multa di 620mila euro per non aver informato le compagnie concorrenti di Trenitalia dell’aggiornamento della normativa che consente l’accesso alla rete, e quindi di non aver garantito condizioni eque e non discriminatorie.

«Il ripetersi di episodi di questo tenore dimostra le necessità di una separazione netta del gestore della rete da Trenitalia, mantenendo entrambe le aziende in mano pubblica, ma fuori dallo stesso gruppo societario – afferma il presidente – La concorrenza sulle tratte dell’alta velocità in questi anni ha dato risultati positivi sia per i viaggiatori, che beneficiano di tariffe più contenute, che per l’ambiente, riducendo smog e congestione del traffico. L’Italia, però, rimane l’ultimo Paese europeo a non aver aperto alla concorrenza anche il settore del trasporto ferroviario locale, e in molti casi l’alta velocità è diventata per molti pendolari una costosa alternativa ai pessimi trasporti regionali».

Onlit ricorda che Trenitalia, inoltre, «è riuscita in più occasioni a ottenere sussidi per i servizi delle Frecce, che invece dovrebbero essere a mercato». È successo, sottolineano dall’Osservatorio, con alcuni convogli finanziati dalla regione Friuli Venezia Giulia sulla tratta Trieste-Venezia-Milano (per un totale di 3,1 milioni euro nel 2015), o per il contributo di un milione di euro erogato nel 2018 dall’amministrazione regionale lombarda per ridurre il costo degli abbonamenti dei pendolari sulla tratta Desenzano-Brescia-Milano: sussidi assegnati senza gara andati in tutti e due i casi soltanto agli utenti di Trenitalia, escludendo la compagnia concorrente.

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