Nozze gay, l’ultima frontiera è l’Austria

Nozze gay, l’ultima frontiera è l’Austria
23 marzo 07:00 2018 Stampa questo articolo

Cresce il business delle nozze gay, di pari passo con l’apertura di nuove frontiere al “sì” tra coppie dello stesso sesso. L’ultima frontiera è l’Austria, dopo il via libera della corte costituzionale all’abrogazione della legge che vietava i matrimoni arcobaleno. Dal 1° gennaio 2019 a Vienna e dintorni si potranno celebrare unioni Lgbt e la torta nuziale potrà essere, perché no, un’appetitosissima Sacher.

Nel frattempo, per tracciare i trend scomodiamo uno dei punti di riferimento nel travel gay friendly: il t.o. Quiiky, del Gruppo Sonders and Beach, guidato da Alessio Virgili. A parlare è la neo direttrice Giovanna Ceccherini: «La Thailandia, insieme al Messico e al Costa Rica, sono new entry nella nostra programmazione; ma sul lungo raggio continuano a spopolare Stati Uniti e Argentina. Sul fronte europeo, le mete più gettonate sono Spagna, Grecia, ma anche Olanda».

E l’Italia? «È sempre molto richiesta. Le regioni più amate dagli sposi Lgbt stranieri sono il Veneto e la Toscana, dove abbiamo siglato accordi in esclusiva con strutture ricettive adatte a questo tipo di target». Più in generale, ricorda Ceccherini, «i turisti Lgbt viaggiano più degli altri, prediligono le isole e grandi metropoli e hanno un’ampia capacità di spesa». E gli ultimi numeri dell’Internatonal Gay&Lesbian Travel Association parlano chiaro: la popolazione adulta Lgbt dichiarata è di 25 milioni di persone, un mercato che nella sua totalità ha un potere d’acquisto di 835 miliardi di dollari, di cui 65 miliardi vengono spesi solo per viaggi e turismo.

Giuseppe Giulio

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