Siti Unesco 2019, da Babilonia all’indiana Jaipur

by Redazione | 11 luglio 2019 13:09

Si è appena conclusa la 43ª edizione del World Heritage dell’Unesco, il comitato che sancisce quali luoghi e monumenti siano da considerare Patrimonio dell’Umanità. L’Italia ha visto la proclamazione delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene proprio a celebrare i cinquant’anni della denominazione, nata come doc nel 1969 e diventata poi docg nel 2009.

Tra le 29 nuove iscrizioni (il valore più alto dal 2004: in 24 casi si tratta di siti di interesse culturale, in 4 di luoghi significativi dal punto di vista naturale-paesaggistico, in uno di un sito “misto”), figurano Babilonia, nonostante scempi antichi e recenti, e l’opera architettonica di Frank Lloyd Wright negli Stati Uniti con l’inserimento del Guggenheim Museum e della Casa sulla Cascata.

Per quanto riguarda l’Europa, la Spagna, terza potenza mondiale, si iscrive quest’anno con la catena montuosa del Risco Caìdo nelle isole Canarie. La Germania si vede riconosciuto il sistema di gestione delle acque di Augusta e il sito minerario – condiviso con la Cechia – di Erzgebirge-Krusnohori, il che permette a Berlino di scavalcare la Francia, cui vengono accettate le isole dei territori australi-antartici. Tra i Paesi che fanno meglio anche il Portogallo con il palazzo di Mafra.

Tra i luoghi illustri inseriti a Baku, la città indiana di Jaipur, nel Rajasthan, meta imperdibile, per i suoi palazzi, da vedere e confrontare con il vicino Taj Mahal; il parco nazionale del Vatnajökull, in Islanda; le spettacolari chiese russe della scuola architettonica di Pskov e la mistica Bagan, in Myanmar.

Alle 29 prime assolute va aggiunto l’ampliamento dell’area del Lago Ohrid, in Macedonia. Ad oggi, la Lista Unesco si compone di 1.121 nomi.

A Baku, in Azerbaijan, i membri dell’assemblea hanno determinato la perdita del primato solitario dell’Italia come Paese con più siti Unesco. L’introduzione di due nuovi siti in Cina, la riserva naturale di Dafeng Elk e le rovine di Liangzhu, ha permesso al continente asiatico di equiparare il Bel Paese.

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