Nove milioni di italiani in vacanza a settembre

Nove milioni di italiani in vacanza a settembre
30 Agosto 11:06 2017 Stampa questo articolo

Vacanze settembrine per oltre 9 milioni di italiani, pari al 14,9% della popolazione. A dirlo è Federalberghi in un’indagine realizzata con il supporto tecnico di ACS Marketing Solutions. Il dato è in crescita del 7,2% rispetto al 2016, quando andò in vacanza a settembre il 13,9% dei connazionali. Per 7,5 milioni (12,4% degli italiani, contro il 9,2% del 2016) si tratterà della vacanza principale dell’estate (quella più lunga o più economicamente rilevante), mentre gli altri 1,5 milioni si concederanno un supplemento di relax durante i weekend.

«Le previsioni per il mese di settembre inducono a guardare con ottimismo alla chiusura della stagione estiva, che è stata sin qui contrassegnata da un andamento medio più che positivo», dichiara il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca.

«La vacanza a settembre – aggiunge – offre al turista grandi vantaggi: su tutti, la possibilità di godere della bellezza dei posti senza affollamento e senza code e di usufruire di prezzi più competitivi».

«Per sfruttare al meglio questo filone – sottolinea Bocca – occorrono adeguate politiche di destagionalizzazione. Gli alberghi fanno da sempre la propria parte, adottando durante la bassa stagione politiche di prezzi flessibili, ma occorre l’impegno di tutta la filiera (negozi, servizi, trasporti, attrazioni affinché le località restino “aperte” più a lungo, offrendo condizioni attrattive, e il sostegno delle istituzioni, per incentivare il turismo in bassa stagione e per alleviare il peso degli oneri fiscali e contributivi a carico delle imprese».

Il numero uno di Federalberghi fa due esempi, che confida vengano imitati: la politica di prezzi della Galleria degli Uffizi di Firenze (20 euro da marzo a ottobre, 12 euro da novembre a febbraio) e la settimana dello sport che la Regione Piemonte ha realizzato per avvicinare i giovani e le famiglie agli sport invernali e al turismo sulla neve.

«Se si riuscisse a prolungare la stagione di due mesi – conclude Bocca – si produrrebbe un aumento immediato dell’occupazione, con effetti concreti per più di 300mila persone, in massima parte di giovane età: quasi il 70% ha meno di quarant’anni e il 44% meno di trenta. Ci auguriamo quindi che la prossima legge di bilancio tenga in adeguata considerazione il grande contributo che il settore turismo può dare al mercato del lavoro».

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