Nova, viaggi d’affari in ripresa: 1 milione di trasferte in più

Nova, viaggi d’affari in ripresa: 1 milione di trasferte in più
15 febbraio 12:22 2018 Stampa questo articolo

Il peggio è ormai alle spalle. Secondo l’edizione 2018 di Nova (Nuovo Osservatorio sui Viaggi d’Affari) – realizzata in collaborazione tra Università di Bologna, Air Plus International, Lufthansa Group, Zucchetti e Hrs – le aziende italiane sono tornate a viaggiare come prima della crisi, tanto che nel 2017 il mercato del business travel tricolore è cresciuto di un milione di trasferte, arrivando a toccare quota 30,8 milioni, ovvero il +3,5%.

«In un anno positivo per l’economia globale e il commercio – ha detto Andrea Guizzardi, docente dell’Università di Bologna e curatore della ricerca – il numero di viaggi realizzati delle imprese italiane è tornato sui massimi del 2007. La crescita, supportata da una grande vivacità del terziario, è trainata dall’ottima performance del mercato nazionale (+3,9%), mentre la minore espansione del segmento internazionale (+2,9%), che vede Brasile, Canada, Cina, Giappone e Germania quali destinazioni preferite, è comunque nel segno del trend positivo che ha visto crescere questo mercato del 15% nell’ultimo decennio».

Nella rilevazione Nova aumenta anche l’escursionismo d’affari (+4,0%), con la conseguente riduzione della durata media dei viaggi nazionali ed europei, mentre sul fronte dei mezzi di trasporto sembrerebbe che il treno abbia finito di erodere quote di mercato all’aereo. L’automobile, però, quando possibile, si conferma la preferita dai business traveller; in questo settore, dice lo studio, si ferma il downsizing delle flotte e si affacciano modalità di gestione condivisa.

«La spesa per viaggi d’affari – prosegue Guizzardi – sale a 19,7 miliardi di euro, in crescita del 5,1%». E per il futuro? «Dopo il 2017, anche l’anno da poco iniziato è previsto in crescita dai travel manager italiani, in particolare tra chi gestisce elevati volumi di spesa. Quanto osservato è così compatibile con un incremento della spesa 2018 tra 2,5 e 4 punti percentuali».

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Giorgio Maggi
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