Norma anti-Flixbus, nuovo “assalto” in Parlamento

Norma anti-Flixbus, nuovo “assalto” in Parlamento
16 Maggio 11:44 2017 Stampa questo articolo

A poche settimane dalla norma salva-Flixbus del governo italiano che, con la pubblicazione di un decreto in Gazzetta Ufficiale ha risolto il problema scaturito durante l’approvazione del Milleproroghe, spuntano nuovi emendamenti presentati in Parlamento che mettono nuovamente in discussione l’operatività dell’azienda di trasporti.

Furiosa la reazione di Andrea Incondi, managing director di Flixbus Italia: «Al governo chiediamo coerenza. Di nuovo chi sceglie di investire in Italia rischia di essere tenuto in scacco da giochi di potere al servizio di consorterie locali. Dopo la nota molto chiara dell’Antitrust, dopo il provvedimento inserito nel decreto del governo, di fronte a questi nuovi interventi parlamentari “di amici degli amici” siamo sicuri che il governo terrà il punto e farà valere gli impegni presi e ai quali finora ha dato seguito. Ne va, ancora una volta, della credibilità di questo Paese»

La nota stampa dell’azienda, inoltre, risponde anche all’onorevole Francesco Boccia che, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Il Manifesto” lo scorso 13 maggio, fa riferimento alla proposta di webtax citando tra le aziende oggetto principale di tale provvedimento anche Flixbus.

«Preme ribadire ancora una volta che Flixbus è già italiana e lo è dall’avvio dell’attività nel nostro Paese: è infatti una srl con sede legale a Milano. Allo stesso modo sono italiane tutte le aziende che con Flixbus Italia collaborano per operare il servizio, così come sono italiani i dipendenti diretti di Flixbus Italia e italiani sono anche i dipendenti delle aziende di trasporto che insieme con Flixbus lavorano per garantire il servizio», sottolinea Incondi.

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