Nodo Apjc, botta e risposta Fiavet-Fto

Nodo Apjc, botta e risposta Fiavet-Fto
17 luglio 10:19 2019 Stampa questo articolo

Sulla poltrona reclamata da Fto in Apjc serve un chiarimento urgente interno a Confcommercio. Lo chiede Eliseo Capretti, rappresentante Fiavet nell’Agency Programme Joint Council.

«Non contesto – dice – le motivazioni addotte dalla Federazione Turismo Organizzato sulla sua piena titolarità ad avere un posto in questo organismo, ma credo che il primo passo doveva essere un altro: avere un franco confronto con Fiavet all’interno della nostra casa comune. Purtroppo da tempo non c’è dialogo tra le due realtà e questa incomunicabilità determina vicende come questa».

«Teniamo poi presente – aggiunge Capretti – che ormai la politica di Iata Italia è quella di riferirsi sempre più alle indicazioni della Passenger Agency Conference (che si tiene una volta l’anno, ndr) e questa impostazione delimita molto l’attività dell’Apjc che dovrebbe essere, ma di fatto non lo è più, una sorta di “organo di governo” di Iata e delle adv. Schema che ormai, ribadisco, non trova riscontro con la realtà dei fatti».

Capretti indica, inoltre, delle anomalie tutte da chiarire, a partire dal fatto che all’interno di Fto figurano membri appartenenti ad altre organizzazioni, in particolare alle Fiavet regionali; anche per questo sarebbe più logico far scaturire una soluzione univoca da un leale confronto delle parti.

Sullo sfondo la necessità di non continuare a presentarsi in ordine sparso a interlocutori così forti come i vettori, e quindi Iata, facendo così solo il gioco delle compagnie e ottenendo ben poco. A chiusura della breve intervista raccolta da L’Agenzia di Viaggi Magazine, Capretti chiosa: «La cosa migliore da fare quindi, secondo il mio parere, è chiedere ai vertici nazionali di Confcommercio di promuovere e convocare un dialogo serio tra i vertici Fiavet e Fto, per il bene di tutti».

Secondo quanto risulta al nostro giornale, inoltre, i vertici nazionali di Confcommercio avrebbero già sollecitato ai rappresentanti dei due organismi un atteggiamento costruttivo per dar vita a un definitivo chiarimento.

Una prima replica, a stretto giro di telefonate, arriva dal direttore di Fto, Gabriele Milani, e presenta toni concilianti. «Siamo i primi a voler fare  squadra, e a volere un dialogo costruttivo a livello di filiera, ma bisogna mettere sul piatto della bilancia le varie valenze operative, anche rispetto agli interessi delle compagnie aeree. È l’unico modo per provare a farci valere. Ripeto che oggi, noi di Fto, possiamo dichiarare di rappresentare il 25% di tutta la biglietteria Bsp Italia e un buon 80% di quello che viene rappresentato sul tavolo Apjc. Vorremmo che in modo trasparente lo dichiarasse anche la Fiavet. E mi sorprenderebbe molto – aggiunge Milani – se dopo aver riscontrato una posizione favorevole al nostro ingresso in Apjc da parte di Astoi e Assoviaggi, ci fosse qualcun altro, magari più vicino, contrario a questa evenienza».

Dopo aver osservato, inoltre, che a proposito della vicenda Apjc spesso non si tiene conto di altre realtà operative come le Olta – che non sono iscritte ad alcuna sigla (vedi Expedia, ndr) ma che hanno comunque un peso specifico significativo nella biglietteria aerea – Milani conclude con una riflessione. «Fto vuole un tavolo di confronto con le compagnie aeree, basato sul peso effettivo delle rappresentanze associative. È l’unica modalità che può consentire alla filiera delle adv e operatori di perseguire l’obiettivo di dialogare costantemente, con Iata e coi vettori, su progetti di reciproca utilità operativa».

Al di là delle posizioni, il tempo stringe: il prossimo Apjc-Italia è convocato per metà novembre.

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Andrea Lovelock
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