New York-Sydney, il racconto del volo più lungo del mondo targato Qantas

13 novembre 13:02 2019 Stampa questo articolo

Con 49 persone a bordo, tra equipaggio, medici e passeggeri-cavie che si sono prestati a verificare gli effetti del viaggio aereo più lungo al mondo, il volo Boeing 787-9 Dreamliner ha completato il viaggio di 10.066 miglia da New York a Sydney in 19 ore e 16 minuti. Il volo dei record è partito il 18 ottobre dall’aeroporto John F. Kennedy di New York ed è atterrato a Sydney domenica 20 ottobre alle 7.42 del mattino (ora locale).

Il veivolo è decollato con il serbatoio di carburante riempito al massimo della sua capacità e un carico limitato di passeggeri e bagagli proprio per permettere il volo senza alcuno stop. Nei prossimi mesi sono previsti altri viaggi test che fanno parte del progetto Sunrise di Qantas con partenza da New York e Londra con destinazione Sydney.

Prima delle partenza e durante il volo, i ricercatori del Charles Perkins Centre dell’Università di Sydney, della Monash University e del Centro di ricerca sulla sicurezza e la produttività in allerta – un programma scientifico sostenuto dal governo australiano – hanno condotto molti test scientifici con l’obiettivo di salvaguardare la salute e il benessere dei partecipanti, ridurre al minimo il jet lag e identificare i periodi ottimali di lavoro e di riposo dell’equipaggio.

Il pilota è stato sottoposto al monitoraggio delle onde cerebrali, ai passeggeri sono stati rilevati battito cardiaco, valori pressori, livelli di melatonina. Obbligatori per tutti gli esercizi fisici, per evitare gli effetti deleteri dell’immobilità ad alta quota. Poco alcol, pasti scelti dal team, sonno e movimento prescritti a orari prestabiliti. La professoressa Marie Carroll dell’Università di Sydney ha raccontato di aver imposto stretching ma anche passi di Macarena. Inoltre, ai passeggeri è stato consigliato di tenere un diario giornaliero sia nel periodo precedente al volo che per due settimane dopo, per rilevare gli effetti concreti del jet lag.

«Le persone affrontano in maniera estremamente diversa l’esperienza del jet lag e abbiamo bisogno di ulteriori ricerche su ciò che contribuisce al jet lag e alla fatica dei viaggi, in modo da poter provare a ridurre l’impatto dei voli a lungo raggio», ha dichiarato il professor Stephen Simpson, direttore accademico del Charles Perkins Centre dell’Università di Sydney.

«Nel complesso, siamo davvero contenti di come è andato il volo che ci ha permesso di raccogliere dati preziosi di cui abbiamo bisogno per valutare l’avviamento di un servizio regolare per questa tratta», ha affermato il capitano Sean Golding, alla guida dei quattro piloti coinvolti.

Il prossimo volo di prova avrà luogo a novembre, da Londra a Sydney, mentre ci sarà un altro volo da New York a Sydney entro la fine dell’anno.

La compagnia australiana vorrebbe avviare questa rotta commerciale già nel 2022-2023 ma prima deve valutare le conseguenze sul corpo umano di un volo così impegnativo che attraversa 3 fusi orari, copre 16mila e 200 chilometri a una velocità media di 930 chilometri orari. Fino ad ora la tratta più lunga è stata quella della Singapore Airlines Newark-Singapore con 15.262 chilometri in 18 ore e 45 minuti.

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Antonella Caporaso
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