New York, si alza il sipario sul nuovo MoMA

04 novembre 13:25 2019 Stampa questo articolo

Dopo oltre quattro mesi di chiusura, lo scorso 21 ottobre il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha riaperto i battenti in una veste rinnovata. Con un evento gratuito “A Day for New York”, il museo ha regalato un ingresso ai visitatori curiosi di osservare il risultato della ristrutturazione.

L’edificio del MoMA, che ormai occupa un intero isolato, ha subito diversi interventi da quando, nel 1939, è approdato sulla 53esima Strada. Dopo gli interventi di Philip Johnson (1964) e Cesar Pelli (1984) che hanno progettato il giardino intitolandolo Abby Aldrich Rockefeller Sculpture Garden, in onore di una delle ideatrici del museo, l’ultimo ampliamento significativo è avvenuto nel 2004 ad opera di Yoshio Taniguchi che ne ha raddoppiato la superficie espositiva.

La notevole affluenza di visitatori degli ultimi anni e la volontà di mettere in esposizione molti più pezzi della collezione – per renderla il più possibile completa, interdisciplinare e inclusiva – hanno però reso necessario, e molto atteso, questo nuovo importante intervento. Il progetto di Diller Scofidio + Renfro in collaborazione con Gensler, ha ottimizzato gli spazi del museo per ottenere una maggiore flessibilità degli ambienti e per renderli tecnologicamente più efficienti.

L’ampliamento dell’edificio verso ovest, attraverso un varco alla base del grattacielo che affianca il museo, progettato da Jean Nouvel – ha aumentato lo spazio espositivo del 30%, migliorando sia le connessioni interne che il collegamento del museo con il tessuto urbano di Midtown Manhattan. La facciata in vetro trasparente, le nuove gallerie a livello strada, e il rinnovato piano terra – che prosegue verso il basso per accogliere il nuovo gift shop – consentono infatti più dialogo tra il museo e la strada.

Con un investimento economico di circa 450 milioni dollari, le novità architettoniche sono accompagnate anche da novità espositive e curatoriali: il MoMA ha infatti annunciato che la collezione permanente – al secondo (1970-presente), quarto (1940-1970) e quinto piano (1880-1940) – ogni sei mesi sarà reinstallata e riorganizzata. Il nuovo allestimento si contraddistingue poi anche per i percorsi inediti proposti e gli accostamenti inusuali tra diverse discipline, diversi periodi storici e diverse tendenze artistiche.

Un altro punto di forza del nuovo progetto è l’innovativo laboratorio di creatività, realizzato al secondo piano, per invitare i visitatori a scoprire l’arte, esplorando nuove idee sul presente, sul passato e sul futuro. In più, l’ampliamento di circa 3.700 mq della superficie espositiva museale e il collegamento con l’attiguo edificio progettato da Jean Nouvel, hanno permesso l’esposizione permanente di una serie di importanti capolavori, vere e proprio icone dell’arte mondiale ora inserite nel cuore dei percorsi di visita museali.

«Ad oggi il museo può ospitare 2.400 opere all’anno, contro le 1.500 in media di prima», ha spiegato il direttore Glenn Lowry.

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