Il network che verrà secondo Claudio Busca

Il network che verrà secondo Claudio Busca
13 Ottobre 07:00 2017 Stampa questo articolo

Tutto si tiene. Dal tour operating ai network. «Ritornare ai valori del passato, ma con obiettivi e un’organizzazione adeguata ai tempi». Parola di Claudio Busca, direttore generale leisure del Gruppo Bluvacanze. Parte dalle sue origini rivendicate con orgoglio – «sono stato un agente di viaggi, per questo voglio costruire qualcosa che sia veramente adv-oriented» – la strada intrapresa negli ultimi mesi da Bluvacanze, che nel 2017 ha iniziato a dare forma a un progetto che non ha termini di paragone. «Sento molto parlare di sistema verticale, ma non è il nostro caso. Preferisco definirci come un Gruppo a 360° gradi, siamo un caso particolare con una proprietà come Msc e un t.o. in house come Going».

Da cosa siete partiti?
«Nel caso del network vogliamo proporre e costruire qualcosa di diverso rispetto alla classica proposta di networking. Pensiamo che, pur essendo imprescindibile fare gruppo, molto vada ripensato e modernizzato. Pensiamo e lavoriamo a qualcosa che vada verso un sistema di distribuzione organizzata, dove accanto alle partnership ci sia spazio per l’affiliazione e per altre forme di rapporti con le agenzie».

E nel caso del t.o.?
«Per il 2018 ci focalizzeremo sulla riaffermazione sul mercato di Going, un marchio mai dimenticato dai viaggiatori più giovani, che adesso vogliamo posizionare verso un target medio-alto. Senza dimenticare i Millennials con un maggiore potere di spesa, che possono trovare sul sito rinnovato una piattaforma adatta alle loro esigenze».

Con quali plus?
«Stiamo lanciando i tre cataloghi monografici dedicati a Seychelles, Maldive e Mauritius, mentre da febbraio uscirà la brochure di un centinaio di pagine con all’interno tutta la programmazione. L’obiettivo è tornare a fare il vecchio tour operator, con un booking che risponde, per riscoprire il modo classico di fare turismo, fatto di valori e di consulenza tra t.o. e adv e tra adv e cliente finale».

Con quante agenzie lavorate attualmente?
«Sono circa 800, ma si tratta di un numero che andava bene fino a quando non abbiamo ripensato il prodotto, adesso aumenteranno certamente. Dall’inizio di gennaio poi, verrà completata la squadra di sales, in tutto nove».

E per quanto riguarda il progetto di affiliazione Blunet?
«Il progetto è stato lanciato alla fine dell’anno scorso. Il 2017 è una sorta di startup, è nel 2018 che puntiamo a crescere in modo significativo. Il livello numerico è importante, ma lo è di più quello qualitativo. Sono convinto, infatti, che il vero valore sia arrivare al cliente finale e portarlo in agenzia. Un obiettivo che, se si ha riconoscibilità di un marchio come Bluvacanze o Vivere&Viaggiare, o sul fronte del tour operating come Going, diventa più facilmente raggiungibile».

Cosa cambia per le adv parte del network?
«I focus sono: remunerazioni più performanti e prodotto dedicato e in esclusiva con il nostro catalogo 2018 edizione annuale. Tali obiettivi sono sostenuti da un supporto operativo di 5 persone del nostro ufficio vendite Blunet completamente dedicate alle agenzie di viaggi. E non è tutto perché il piano strategico in atto prevede l’introduzione di servizi tecnologici all’avanguardia come: una nuova intranet di Gruppo, siti web personalizzati e responsive per le agenzie di viaggi e moderne liste nozze».

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Giorgio Maggi
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