Netcomm: vola l’ecommerce, ma l’Italia resta indietro

Netcomm: vola l’ecommerce, ma l’Italia resta indietro
06 Ottobre 10:36 2017 Stampa questo articolo

Dove vanno il travel e l’ecommerce? Quali sono le principali tendenze in atto? Come si stanno comportando i principali player del mercato? A fare il punto della situazione ci ha provato la prima edizione di Netcomm Focus Travel dal titolo “Digital travelling: un cantiere sempre aperto” che ha chiamato a raccolta alcuni tra i principali protagonisti di un’industria, quella del turismo, che ancora ne deve fare di strada in tema di digitalizzazione.

«Il settore turistico è stato uno dei primi a entrare nell’era dell’ecommerce – si legge infatti in una nota degli stessi organizzatori – ma è ben lontano però dall’aver raggiunto lo stadio finale del proprio sviluppo: ci sono ancora ampi spazi di crescita, infatti, e il mercato è pronto a premiare i player più capaci e innovativi». Ecco allora alcuni di quelli che nel turismo digital stanno credendo, da un portale come eDreams Odigeo a una olta come Expedia e al gds come Amadeus.

«La trasformazione digitale potrebbe generare un incremento di 305 miliardi di dollari per questo settore, ma per avvantaggiarsene l’Italia deve effettuare un radicale cambio di mentalità, sia a livello istituzionale, che imprenditoriale», ha detto subito Roberto Liscia, presidente di Netcomm, sottolineando come la crescita dell’ecommerce dovrebbe proseguire la propria corsa anche nel prossimo futuro con un ritmo medio del +11,4% l’anno.

In evidenza, tra i diversi mercati, gli Stati Uniti e l’Europa, anche se gli aumenti maggiori si riscontreranno in Cina, dove il valore dell’ecommerce turistico toccherà i 170,9 miliardi di dollari entro il 2021, e nel resto del mondo.

Sul fronte Italia – «dove una grande porzione di turisti che arrivano sono Millennials», ha commentato Federico Capeci, cdo & ceo di Kantar Insights Italy, azienda con focus sulle soluzioni di electronic payment – l’avvertimento che arriva agli operatori è molto chiaro: bisogna prestare molta più attenzione a tecnologie e piattaforme per soddisfare le esigenze dei nuovi viaggiatori digitali, oggi meno condizionati dai prezzi rispetto al passato, ma alla ricerca di una user experience il più possibile personalizzata.

«Niente più del travel ha bisogno di focalizzarsi su questo concetto», ha detto ad esempio Fabio Galetto, sector leader automotive & travel di Google Italy. Tanto più, ha proseguito Capeci, che «un’attenzione implacabile alla migliore customer experience cambierà il modo in cui le persone vedono i pagamenti online, visto che proprio il momento del pagamento è il più critico nel processo di acquisto». Ma non è tutto, perché nel turismo manca ancora un chiaro intento di offrire servizi ottimizzati per la fruizione da dispositivi mobile (nonostante la percentuale del mobile booking rispetto al booking online totale cresca di un 230% annuo a livello globale).

«Stiamo assistendo anche nel settore del turismo ad una forte focalizzazione a comprendere l’utilizzo reale e l’efficacia dei nuovi fattori di disruption: intelligenza artificiale, big data e predictive analysis, conversional ecommerce attraverso piattaforme di messagistica e blockchain. Le nuove tecnologie saranno sempre più abilitanti e non solo per i player tradizionali della filiera, favoriranno la nascita di nuovi giocatori e nuovi intermediari; a vincere sarà chi continuerà a focalizzarsi su molteplici mezzi innovativi per tradurre le idee, sia interne che esterne, in soluzioni a valore aggiunto per i clienti», ha concluso Francesca Benati, delegata Netcomm al turismo e ad di Amadeus Italia.

L'Autore

Giorgio Maggi
Giorgio Maggi

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