Nepal in rilancio, appello ad Alitalia: «Ora serve il diretto Roma-Katmandu»

14 giugno 15:34 2016 Stampa questo articolo

Il Nepal rialza la testa. E da Roma lancia a trade e viaggiatori un messaggio forte e chiaro: il terremoto è solo un ricordo, il paese è sicuro. Con uno scatto d’orgoglio, già a due mesi dal sisma, le principali attrazioni nella valle di Katmandu avevano riaperto. E oltre 10mila italiani lo scorso anno hanno visitato il paese. Ma ora si può, si deve, fare di più. «Quello che serve, prima di tutto, è un volo diretto da Roma. Alitalia ci pensi, ne trarrà certamente beneficio». A dirlo è l’ambasciatore S.E. Deepak Dhital, arrivato nella Capitale da Ginevra per l’operazione di rilancio “Back to Nepal”. Un evento ospitato nell’Angolo dell’Avventura di Paolo Nugari, nella sua doppia veste di cofondatore di Avventure nel Mondo e console onorario della Repubblica Federale Nepalese. È stato l’ambasciatore, affiancato dal padrone di casa, ad accendere le lampade: un rito propiziatorio per la serata e – perché no – per la nuova stagione turistica del paese.
Cosa sia davvero il Nepal lo sanno in pochi. La risposta arriva proprio da Nugari. E i numeri sono quelli di un paradosso: «È grande la metà dell’Italia, rappresenta lo 0,1% della superficie terrestre, non ha nessuno sbocco sul mare. Ed è schiacciato tra due colossi come India e Cina. Nonostante ciò, è uno straordinario contenitore di biodiversità, conta ben sette siti Unesco, oltre cento etnie che producono – ogni giorno – feste e riti interessanti per i visitatori. Scoperta dagli hippy, è oggi l’ideale per il turismo outdoor: safari, trekking, rafting, mountain flight, bunjee jumping. E chi più ne ha, più ne metta».
L’invito corale, dell’ambasciatore e del console, è a rimuovere i pregiudizi e visitare il Nepal. «Il paese è tornato alla normalità dopo i terremoti di aprile e maggio – ripete S.E. Deepak Dhital – Il settore turistico è rimasto relativamente intatto e perciò ha ripreso la sua piena operatività. Le opere di ricostruzione o di restauro di siti culturali danneggiati dal terremoto procedono rispettando precise indicazioni a tutela degli aspetti archeologici e culturali».
La strada, dunque, è tracciata. E si stima che entro cinque anni gli effetti del sisma saranno cancellati del tutto, «con la garanzia che le nuove infrastrutture risponderanno a criteri di affidabilità e resilienza di altissimi standard».
Sul fronte dei collegamenti, il volo diretto Roma-Katmandu richiesto ad Alitalia favorirebbe l’obiettivo prefissato dal governo nepalese: raddoppiare i 10mila arrivi l’anno dall’Italia. E il turismo, nel caso del Nepal, è più che mai collegato al benessere economico. «La crescita dei flussi – conclude l’ambasciatore – pone le basi per ulteriori scambi e per la crescita del commercio. I turisti possono contribuire direttamente alla riduzione della povertà e a uno sviluppo sostenibile semplicemente godendo dell’incredibile offerta naturale del paese».
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Roberta Rianna
Roberta Rianna

Direttore responsabile

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