Nella mente del villaggista:
Eden e Veratour a confronto

Nella mente del villaggista: <br>Eden e Veratour a confronto
03 Settembre 12:53 2018 Stampa questo articolo

Dopo Nicolaus e Alpitour, tocca a Eden e Veratour raccontare l’evoluzione dei villaggi turistici, con particolare attenzione alle strutture all’estero gestite e commercializzati dai t.o. nostrani nel segno del made in Italy, molto apprezzato dagli ospiti stranieri.

stefano pompili, veratour

Stefano Pompili, Veratour

Quali siano gli ingredienti base per avere successo all’estero lo spiega in prima battuta Stefano Pompili, direttore generale di Veratour. «Innanzitutto dobbiamo fare chiarezza sulla definizione di villaggio. Negli ultimi anni, infatti, abbiamo confuso il mercato. Nel nostro caso sono strutture controllate al 100%, come alberghi in gestione. Questo perché non si deve lasciare nulla al caso», afferma.

«Il nostro obiettivo, poi – racconta Pompili – è raccontare il made in Italy attraverso tre driver in costante miglioramento: animazione, cucina italiana e assistenza. Tre ambiti su cui abbiamo investito molto per trasmettere professionalità alla clientela. Il villaggio non è solo mare bello e struttura unica, ma servizi per gli ospiti, compresi i più piccoli. Da tempo abbiamo modificato il prodotto-famiglie, allestendo vere e proprie linee di assistenza con attività giornaliere, dal disegno allo sport, per bambini e ragazzi dai 2 ai 16 anni. Fondamentale anche la biberoneria, presente ormai in tutti nostri villaggi. Poi abbiamo potenziato le “settimane speciali” perché siamo convinti che una vacanza in un villaggio debba essere un’esperienza unica: dalla ristorazione, sempre più curata con chef importanti, allo sport, dai corsi di cucina alle lezioni di windsurf».

Peculiarità del villaggio 4.0 è la gestione dei singoli servizi, come spiega Pompili: «Nel caso della ristorazione, abbiamo introdotto la figura del corporate chef che cerca di dare continuità, uniformità e coordinamento per servire cucina italiana in tutti i nostri 40 villaggi. Da qui la scelta, ad esempio, di allestire girarrosto, pizzerie e altre tipicità del nostro Paese nei villaggi a Santo Domingo. Sono tutti sforzi fatti per controllare al meglio il nostro prodotto. C’è poi il fattore umano: veicolarlo attraverso animatori, front desk, cuochi è la chiave di successo della vacanza in villaggio, oggi più di ieri. Così come è essenziale anche la tipologia di location che deve rispecchiare determinati canoni. Faccio un esempio: la spiaggia deve essere attrezzata in un certo modo e le aree di animazione devono avere particolari caratteristiche rispondenti allo standard Veraclub. Per questo sarà strategica, anche in futuro, una seria azione di scouting. Così abbiamo avuto successo in passato e continueremo a muoverci in questo modo per continuare ad averlo».

Angelo E. Cartelli, Eden Viaggi,

Angelo E. Cartelli, Eden Viaggi

Il concept dei villaggi segue l’evoluzione dei tempi anche per Angelo Cartelli, direttore commerciale di Eden Viaggi, oggi parte del Gruppo Alpitour. Proprio nelle settimane scorse settimane, accanto agli Eden Village, il t.o. originario di Pesaro ha lanciato un nuovo marchio: i CiaoClub, una linea di strutture di 4 o 5 stelle direttamente sul mare in varie località in Italia e nel mondo e prevalentemente in esclusiva per il mercato italiano, con un primo prodotto in Vietnam (Sol Beach House Phu Quoc) per il quale sono state già aperte le vendite.

Approfondimento: “CiaoClub apre le vendite e parte dal Vietnam”

«Il format continua a funzionare, ma si evolve. Come evolvono le richieste del mercato – evidenzia Cartelli – Per questo Eden Village ha potenziato il prodotto, con particolare attenzione a servizi per intercettare un target più ampio: non solo famiglie, ma anche coppie giovani senza figli, adulti che viaggiano da soli o con ragazzi grandi. C’è da dire che sono cambiate le richieste: oggi i clienti chiedono sempre più di vivere esperienze nell’arco della giornata. I villaggi riescono, ora, a combinare il relax con la scoperta di un posto nuovo, così da soddisfare tutte le esigenze degli ospiti. Il villaggio del futuro sarà uno spazio sempre meno isolato dal contesto che lo circonda e più orientato al green».

A mutare, secondo Cartelli, sono innanzitutto le aspettative della clientela 4.0: «L’ospite è sempre più esigente e attento a tutti gli aspetti della vacanza: dalla camera ai servizi, dall’intrattenimento alla cucina. La cosa fondamentale è trovarsi in uno spazio “sicuro”, da cui poter partire per conoscere ed esplorare la cultura del Paese che lo ospita. Un luogo dove è facile rilassarsi perché si può socializzare con persone che parlano la stessa lingua, essere assistiti h24, mangiare bene come a casa e staccare la spina lasciando i propri ragazzi nelle mani esperte di professionisti e animatori che li faranno divertire».

Forte attenzione anche alle diverse tipologe di servizi: «I clienti – spiega il manager – vogliono la certezza di essere in buone mani, pretendono la qualità del cibo e l’animazione adeguata. Da parte nostra, abbiamo rivisto in maniera profonda la formula degli Eden Village, struttura per struttura. Abbiamo rimesso mano al programma di intrattenimento e fitness per gli adulti – con attenzione anche al benessere mentale – e all’offerta per i bambini, differenziando ulteriormente le proposte per fasce di età tra i Tarta e Jek Club. Abbiamo, poi, previsto angoli relax dedicati alla lettura o ai giochi di società, zone lounge e attività particolari come ad esempio l’osservazione delle stelle».

«Siamo in grado di coprire l’intera giornata lasciando all’ospite la totale libertà di scelta di come e quanto partecipare alle attività. Infine – aggiunge Cartelli – abbiamo lavorato molto sul food con una selezione di chef ancora più accurata e una proposta ampliata a livello di esigenze nutrizionali, qualità e offerta dei menù».

Passaggio cruciale è riuscire a comunicare ai clienti i nuovi plus dei villaggi. E qui la consulenza dell’agente di viaggi diventa fondamentale, come precisa Cartelli: «Le adv devono valorizzare la qualità dei servizi, come l’assistenza h24 e la professionalità dei team nelle strutture. Inoltre, a beneficio dele consumatore finale, abbiamo previsto delle formule convenienti legate all’early booking. In base ai giorni di anticipo rispetto alla data di inizio della vacanza – a partire da almeno 90 giorni prima – è possibile risparmiare in modo significativo rispetto alla quota listino».

Leggi anche: “Villaggi turistici, si cambia. La ricetta di Nicolaus e Alpitour”

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Andrea Lovelock
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