Ncl Holdings ordina nove navi e si rafforza in Italia

Ncl Holdings ordina nove navi e si rafforza in Italia
24 Gennaio 07:00 2020 Stampa questo articolo

L’Italia conquista spazio nella strategia di Norwegian Cruise Line Holdings, il gruppo statunitense che comprende i brand delle crociere Norwegian Cruise Line (Ncl), Oceania e Regent Seven Seas. Il Gruppo sta investendo in maniera significativa in Europa.

Aumenteranno infatti le navi nel Mediterraneo, che fanno scalo in Italia. Alla compagnia sarà consegnata una nave di Regent il 30 gennaio ad Ancona e intanto ha già commissionato 9 nuove navi a Fincantieri: due Oceania, una Regent, 6 Ncl (tra cui la quinta e sesta di classe Leonardo, 140mila tonnellate di stazza lorda e capacità di 3.300 persone circa).

È Harry Sommer, presidente e ceo di Ncl, a fare il punto della situazione rispetto al nostro Paese con Raoul de Forcade, de Il Sole 24Ore: «In Italia abbiamo avuto tre navi nel 2018, che sono diventate cinque nel 2019 e saranno cinque anche quest’anno. Due di queste hanno l’homeport a Civitavecchia, le altre tre fanno scalo diverse banchine italiane: a Livorno, Napoli, Sorrento e Messina».

Il ceo spiega che gli investimenti europei sono di «5-6 miliardi di dollari; abbiamo un largo budget per quanto riguarda i media e il marketing. Abbiamo realizzato due sedi, una a Southampton, Regno Unito, e una a Wiesbaden, in Germania». Inoltre, gli interventi di ristrutturazione delle navi posizionate in Europa saranno commissionati dal Gruppo in Ue.

«Nel 2020 l’intero gruppo avrà 15 navi in acque europee, una in più del 2019, e se ne aggiungerà un’altra nel 2021 – aggiunge Sommer, che poi illustra al quotidiano milanese le due ragioni della scelta delle dimensioni della classe Leonardo costruita da Fincantieri: «È più corta del 15% rispetto alla media e con una capacità di passeggeri inferiore del 25% per poter ampliare l’offerta delle destinazioni – alcuni porti, infatti, non sono in grado di ospitare navi troppo grandi – e per puntare a una fascia più alta di clientela: passeggeri che hanno bisogno di servizi più personalizzati».

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Claudia Ceci
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