Nasce l’Osservatorio sul tax free per l’incoming

by Andrea Lovelock | 30 Luglio 2019 13:55

Lo shopping come lente di ingrandimento per monitorare i flussi turistici in entrata con dati periodici per l’incoming italiano. È l’Osservatorio di Global Blue e Federturismo presentato in occasione dell’annuale meeting dell’Osservatorio Parlamentare per il Turismo, presieduto da Ignazio Abrignani sul tema delle “Nuove sfide del turismo italiano”.

L’evento ha visto la presenza del ministro del turismo, Gian Marco Centinaio, che nel ricordare la recente presentazione del piano triennale Enit[1], la piena operatività del dipartimento Turismo al Mipaaft e la legge-delega al turismo approvata alla Camera; ha evidenziato che il settore può finalmente contare su un «contesto istituzionale pronto a fare la sua parte al fianco delle imprese, considerando la filiera turistica come il vero motore del Paese».

Riguardo all’Osservatorio Global Blue-Federturismo, i primi dati di questo screening hanno fotografato l’andamento del periodo gennaio-giugno di quest’anno rilevando un incremento a doppia cifra delle vendite tax free in Italia (+12%) rispetto al semestre 2018, con una accentuata quota mercato nel Nord Italia (59%) seguita dal Centro (39%) e dal Sud e Isole (appena il 2%).

Riguardo alle nazionalità dei big spender, i cinesi primeggiano con uno scontrino medio di 1.167 euro, seguiti dai russi con l’11% di share sul totale e dagli statunitensi (10%). Il primato della media di tax free shopping rimane saldamente a Milano con il 36% di acquisti dei viaggiatori internazionali seguita da Roma (21%), Firenze (10%) e Venezia (6%). Sempre tra le città, è stata Torino a far segnare la crescita più vistosa nelle vendite tax free (+48%) e uno scontrino medio di 1.330 euro, con segnali positivi anche per Verona e Bologna, tra le aree emergenti nel rating dell’incoming shopping italiano.

IL RUOLO DI FEDERTURISMO E FS. Un osservatorio che per Gianfranco Battisti, presidente di Federturismo e amministratore delegato di Fs, certifica i primati turistici che il nostro Paese deve poter mantenere, attivando «una governance con un modello centralizzato e non 18mila cabine di regia (quanti sono i comuni e le amministrazioni locali, ndr), con un’alta formazione e con la vera sfida di colmare il gap qualitativo delle strutture e infrastrutture dedicate al turismo».

Per Battisti, il Gruppo Fs sta facendo la sua parte soprattutto sull’accessibilità e ridistribuzione dei flussi turistici anche nei centri minori,. «Lo dimostrano i 252 collegamenti attivati per la stagione estiva che raggiungono anche mete minori, e l’intermodalità che sta mettendo a regime la connettività dell’alta velocità con i principali aeroporti italiani. Ma non solo, ci sono anche gli altri investimenti Fs sul turismo lento, con i treni storici che raccolgono crescenti consensi tra turisti italiani e stranieri e sul turismo dolce con lo sfruttamento di parte dei 4mila chilometri di linee ferroviarie dismesse da dedicare al cicloturismo ed al trekking».

PAROLA ALLE ASSOCIAZIONI. Anche Confturismo ha presentato un suo monitoraggio basato sugli indici di fiducia e di soddisfazione dei turisti stranieri riguardo alla meta Italia, commentata dal presidente, Luca Patanè. «Registriamo una forte affezione per la destinazione Italia ed un appeal irresistibile del nostro Paese, e tutto questo nonostante certe inadeguatezza infrastrutturali, gap di qualità nelle risorse e ritardi nell’alta formazione. Dobbiamo accelerare per colmare i deficit più penalizzanti e sfruttare un sentiment decisamente positivo nei confronti del brand Italia», ha detto Patanè.

Il concetto dell’agire subito è stato condiviso dal presidente di Assoturismo, Vittorio Messina, che ha spiegato come «la sfida del turismo italiano è essenzialmente una: considerare il turismo come comparto. Fino ad oggi, il turismo è stato considerato al traino dei servizi, o del commercio, ma mai come comparto economico a tutti gli effetti. Solo con questa prospettiva possiamo articolare un disegno legislativo complessivo».

IL MOMENTO DI AGIRE. Per Messina è arrivato il momento, per il governo, «di crederci e investire ad esempio in Enit per la promozione unitaria del territorio italiano. Nel 2019 assisteremo probabilmente ad un calo delle presenze, dopo i record degli ultimi anni. Il comparto turistico non può aspettare tutto questo tempo per vedere dei provvedimenti».

E nell’agire, le Regioni dovranno fare un passo indietro ed «accettare la mission di Brand Italia con una omogenea promozione»,ha ribadito il presidente dell’Enit, Giorgio Palmucci, che potrà mettere a frutto gli oltre 600 eventi che l’Agenzia ha pianificato nel breve periodo.

Endnotes:
  1. piano triennale Enit: https://www.lagenziadiviaggi.it/enit-svela-il-piano-palmucci-tre-anni-per-cambiare-il-turismo/

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