Msc e il futuro delle navi:
«Crociere di prossimità»

Msc e il futuro delle navi: <br>«Crociere di prossimità»
30 Aprile 07:00 2020 Stampa questo articolo

Le navi sono ferme fino al 10 luglio. Per il futuro si attendono le indicazioni dei governi dei tanti Paesi coinvolti, ma le crociere non vedono l’ora di ripartire dopo l’emergenza da coronavirus. Parola di Leonardo Massa, country manager di Msc Crociere, che ipotizza una ripartenza non in contemporanea nel mondo. Quindi per il mercato Italia l’ipotesi di “crociere di prossimità” e magari una nave che tocchi per l’estate 2020 solo i porti italiani.

Msc Crociere All Stars of the sea 2019 Leonardo MassaDall’11 luglio che succede?
«Non lo sappiamo ancora, siamo sicuri che fino al 10 luglio non possiamo operare. Vedremo cosa accade in queste settimane a livello normativo e organizzativo. Ci auguriamo di poter dare buone notizie che a oggi non siamo ancora in condizione di fornire».

Qual è la sensazione per l’estate?
«Abbiamo la grande fortuna di essere un’azienda globale e abbiamo scelto oggi di fermare e di posizionare le navi in varie aree del pianeta. Questa decisione l’abbiamo presa proprio pensando al fatto che la ripartenza ci sarà, ma non avverrà in maniera contestuale e contemporanea dappertutto. Aree diverse reagiranno in maniera differente. Abbiamo navi ferme negli Emirati Arabi, in Sudamerica, Sudafrica, ai Caraibi e nel Mediterraneo. Questa situazione a macchia di leopardo ci consentirà di essere pronti e immediati nel momento in cui un mercato, prima degli altri, dia segnali di ripartenza».

E ragionando su Italia ed Europa?
«Immaginiamo che le prime saranno “crociere di prossimità” e come Msc Crociere abbiamo dei grandi vantaggi, perché in Italia tocchiamo 13 porti e di fatto il 96% della popolazione italiana con due ore, due ore e mezzo di macchina può imbarcarsi su una nostra nave. Significa che gli italiani quando decideranno di partire potranno farlo prendendo la loro auto e recandosi direttamente al porto. Quindi crociere nel Mediterraneo, raggiungendo l’imbarco nella maniera più semplice possibile. E itinerari legati all’area mediterranea come primo step. A cui seguiranno, anche in base alle evoluzioni del trasporto aereo, le destinazioni di medio e poi di lungo raggio».

È ipotizzabile una nave che quest’estate tocchi solo i porti italiani?
«È possibile che quest’estate ci siano navi nell’area mediterranea dedicate a uno o più mercati. È una delle ipotesi, non so se avverrà o meno. La precondizione è legata al posizionamento e alle riaperture: apriranno o meno gli alberghi e i ristoranti? Con che indicazioni? Si potranno raggiungere le isole o no? Si volerà e come? Stiamo aspettando regole alle quali immagino che come industria crocieristica ci adegueremo e magari le miglioreremo anche. Però il via della ripresa non possiamo darlo noi».

Si può già parlare di modifiche al piano industriale?
«Non ci sono ancora gli elementi per una risposta. Msc fa parte di un gruppo molto grande ed è allo stesso tempo un’azienda familiare, che in questi 40 anni ha sempre dimostrato di saper navigare nelle acque agitate e superare le crisi, dalle Torri Gemelle, al petrolio, alla Guerra del Golfo, ai vulcani… È un momento difficile, ma immagino che l’azienda abbia capacità, inventiva e potenzialità non solo per superare questo periodo ma per continuare a crescere e a seguire il piano di sviluppo industriale annunciato un po’ di anni fa. Per me, nel prossimo futuro le navi continueranno a navigare e noi continueremo a crescere».

Per quanto riguarda le agenzie di viaggi?
«Il mercato agenziale in questo momento, come tutta la filiera del turismo, è molto esposto. Immagino un mondo in cui le agenzie continueranno a esserci, non so se saranno le stesse di oggi. Saranno in grado di rimanere in piedi quelle che più velocemente si adegueranno a questo cambiamento. Penso per esempio alla digitalizzazione della popolazione italiana, che in questi mesi ha fatto passi in avanti che normalmente avrebbero richiesto anni. Le agenzie che vedranno in questo un’opportunità secondo me faranno più facilmente una bella figura. È realistico pensare che, come sempre nelle grandi crisi, ci saranno attori che usciranno dal mercato e anche nuovi attori che si affacceranno. Probabilmente il numero totale delle adv, già in decrescita da alcuni anni, continuerà a seguire questo trend. Ma penso anche che – in un’ottica di medio e lungo periodo – il turismo crescerà e le agenzie di viaggi ancor più rispetto al passato offriranno valore aggiunto al prodotto mantenendo una funzione centrale in questo business. Lo abbiamo visto con la situazione internazionale: i clienti hanno capito quanto sia importante avere un agente di viaggi alle spalle. Penso al lavoro incredibile fatto nelle scorse settimane, quando i voli c’erano, poi un attimo dopo non c’erano più. Hanno gestito egregiamente le riprotezioni supportando i clienti, cosa che a chi ha scelto il fai da te è mancato».

Come sarà il rapporto futuro tra la compagnia e le agenzie?
«Abbiamo, anche in queste settimane, tenuto un rapporto molto stretto organizzando o partecipando a webinar con tutta la struttura. La relazione è calda e con l’introduzione dei voucher sul mercato abbiamo voluto ribadire l’attenzione e il valore che diamo alle agenzie. Con l’emissione dei buoni, oltre al vantaggio per il cliente di un credito di bordo aggiuntivo per la crociera futura, le agenzie ricevono la normale commissione e un’ulteriore over commission del 5% sulla nuova prenotazione».

Si riparte a fianco delle adv?
«In fase di ripartenza immaginiamo di riportare subito tanti agenti a bordo delle nostre navi e invitarli a mostrare ai loro clienti attraverso i canali social quanto possa essere bello, normale e sicuro fare una crociera con Msc. Queste non sono state settimane di distacco, ma di contatto con la nostra rete. Mi immagino, quando alla parte del cuore sarà possibile affiancare quella esperienziale e fisica, una ripresa delle attività a pieno regime e un rapporto addirittura rafforzato».

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Claudia Ceci
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