Msc diventa la prima compagnia crocieristica “carbon neutral”

Msc diventa la prima compagnia crocieristica “carbon neutral”
08 novembre 15:29 2019 Stampa questo articolo

Nuovo annuncio in casa Msc Crociere, che dal 1° gennaio 2020 sarà la prima compagnia crocieristica al mondo totalmente “carbon neutral”, ovvero a impatto zero di Co2. Questo importante traguardo è stato illustrato in occasione delle celebrazioni in corso ad Amburgo (Germania) per l’entrata in servizio di Msc Grandiosa.

Pierfrancesco Vago, executive chairman di Msc Cruises ha dichiarato: «Da quando abbiamo iniziato a costruire le nostre prime navi da crociera nel 2003, abbiamo sempre dedicato un’attenzione particolare all’innovazione e alla sostenibilità, arrivando a dotarci di una delle flotte più moderne e performanti dal punto di vista ambientale. Il nostro impegno a lungo termine ci permetterà di raggiungere già entro il 2024 una riduzione del 29% della Co2 per passeggero/chilometro, rispetto al 2008, per arrivare a una riduzione del 40% entro il 2030».

«Inoltre, la scorsa settimana abbiamo annunciato l’avvio del progetto Pacboat, le celle a combustibile alimentate a Gnl, che saranno installate a bordo di Msc Europa, la prima delle cinque unità alimentate a Gnl che si aggiungeranno alla nostra flotta», ha aggiunto Vago, che ha confermato come la tecnologia tecnologia ambientale marittima attuale, anche la più avanzata, da sola non sia sufficiente per raggiungere immediatamente l’abbattimento delle emissioni di carbonio. «L’ulteriore impegno che assumiamo – ha proseguito Vago – prevede che a partire dal 1 ° gennaio 2020 la nostra flotta non fornisca alcun contributo negativo ai cambiamenti climatici».

L’impegno di Msc Crociere include anche un focus specifico sull’efficienza energetica e altri aspetti delle sue operazioni a livello mondiale. In particolare, dal 2017 tutte le nuove navi della compagnia sono dotate di impianti di alimentazione a terra, una caratteristica che consente di ridurre a zero le emissioni in qualsiasi porto che supporti questa tecnologia. È evidente che si potrebbero ottenere benefici ancora superiori se anche l’energia da terra derivasse da fonti rinnovabili.

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