Mipaaft al lavoro per correggere il tiro

Mipaaft al lavoro per correggere il tiro
14 Gennaio 07:00 2019 Stampa questo articolo

Pronta replica del Mipaaft alla clamorosa pronuncia del Consiglio di Stato di due giorni fa che “non è una bocciatura” – si legge – ma una riflessione e un invito al governo a non trattare il turismo come un semplice “aggregato” al ministero delle Politiche agricole.

Con una nota diffusa a poche ore dalla pronuncia di Palazzo Spada, il dicastero affidato a Gian Marco Centinaio tiene a specificare che con questo parere l’autorevole organo della giustizia amministrativa sollecita un intervento, non tanto sul merito, ma sui modi e sugli strumenti adottati affinché questo trasferimento sia effettivo.

Il ministero dell’Agricoltura fa sapere che “sta comunque rivedendo il testo alla luce delle osservazioni formulate nel parere, al fine di verificare come poterne tenere conto, nei limiti dei vincoli derivanti dall’indirizzo politico-normativo e di quelli finanziari”.

“L’integrazione delle competenze del turismo con quelle già in precedenza proprie del Mipaaft – si legge nel comunicato – deriva dalla volontà già espressa dal legislatore in tal senso con il dl n° 86/2018 e le relative modalità attuative devono tenere conto di precisi vincoli finanziari.”, si legge nella nota.

 E ancora: “Nondimeno e benché il parere del Consiglio di Stato non sia vincolante“, il ministero tiene anche a far sapere che sta intervenendo sul testo “in spirito di totale e leale collaborazione istituzionale“.

A non convincere i giudici è l’aver attribuito al neonato Dipartimento dedicato al turismo competenze (anche amministrative) proprie del Mipaaf e non congruenti con la scelta adeguata al ruolo trasversale del turismo rispetto alle altre amministrazioni pubbliche.

Secondo il Consiglio di Stato, non si può trattare il turismo come “un aggregato della funzione riguardante l’agricoltura e le foreste” con il risultato che il decreto del Presidente del Consiglio “sembra essere caratterizzato da una funzione servente del turismo a favore dello sviluppo delle attività agricole, alimentari e forestali”. Pertanto, sarebbe necessario riallocare certe competenze.

I giudici di Palazzo Spada partono dal presupposto che, per il turismo, “è doverosa un’attività promozionale unitaria che contrasti la frammentazione dell’offerta turistica italiana e che per ciò solo si giustifica una chiamata in sussidiarietà orizzontale dello Stato nei confronti della competenza residuale delle Regioni”.

Inoltre, l’attività turistica – notano ancora i giudici – diviene uno degli snodi centrali sia dell’economia nazionale sia dello stato sociale latamente inteso, avendo infatti a riferimento, sul primo versante, una dimensione “passiva” (relativa all’offerta di beni e servizi turistici) che crea comunque ricchezza economica, e sul secondo versante una dimensione “attiva” (relativa all’attività del turista), che si riconnettono entrambe a finalità, interessi diffusi e diritti condivisi dall’intera collettività, e dunque a molteplici interessi pubblici e privati.

L’obiettivo del legislatore è quello “di trasformare l’esercizio delle attività agricole, alimentari ma soprattutto forestali, in un’opportunità anche turistica utilizzando la grande potenzialità del territorio italiano e del made in Italy apprezzato anche, e soprattutto, nel settore alimentare. Ciò nonostante, non appare congruente con l’impianto costituzionale, oltre che legislativo primario, trattare il turismo come un aggregato della funzione riguardante l’agricoltura e le foreste, come sembra emergere dall’articolato”.

Per queste ragioni, il turismo merita un ruolo di coinvolgimento trasversale nelle politiche statali. Da cui deriva come sensata la scelta di un Dipartimento dedicato. Tuttavia, non sembra “congruente e conseguente”, l’attribuzione al Dipartimento “di funzioni correlate alla amministrazione attiva propria del ministero”.

 

Il Consiglio di Stato suggerisce che le funzioni non riconducibili alla materia del turismo dovrebbero essere riallocate presso le competenti strutture del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e del turismo” andando a modificare gli articoli 2 e 3 del decreto.

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Andrea Lovelock
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