Milano destinazione design, così stilisti e archistar spingono il turismo

18 gennaio 07:00 2019 Stampa questo articolo

Questo sembra essere il momento di Milano: il capoluogo meneghino fa notizia e continua a collezionare nomination e riconoscimenti: dalla (discussa) classifica sulla qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore al report Year in travel di momondo, che l’ha incoronata come la più desiderata d’Italia, fino allo sguardo tecnologico, con lo Smart City Index di Ey che l’ha piazzata sul primo gradino del podio come città più intelligente d’Italia, grazie soprattutto alle infrastrutture di trasporto pubblico e alle piattaforme digitali.

L’anno si è aperto con un nuovo riconoscimento, che stavolta arriva per uno dei ruoli che più le è adatto, quella di capitale del design. Milano ha infatti vinto il Wallpaper Design Award come Best City, votata da una giuria di architetti e designer e composta, tra gli altri, dalla cantante Neneh Cherry e dall’italiana Paola Antonelli, senior curator per architettura e design al MoMa.

Gli investimenti di grandi stilisti e architetti si sono trasformati in driver per rendere Milano sempre più una destinazione culturale ed artistica: questo in sintesi il merito che nel contest del magazine di riferimento per design, arte contemporanea e moda le ha permesso di superare concorrenti come Sharjah, Shanghai, Helsinki e Vancouver.

Diversi gli highlight: dalla torre di Fondazione Prada che ha fatto il suo debutto sulla scena dell’arte contemporanea l’anno scorso, all’impero di “Re Giorgio”, che include il museo Armani/Silos e l’Armani Hotel. E con Stefano Boeri al timone la Triennale si avvia verso la creazione di un Museo permanente del Design. Senza dimenticare quelle che velocemente stanno diventando, o sono già diventate, mete di pellegrinaggio turistico, come gli skyline di Porta Nuova e Porta Volta (firmata Herzog & De Meuron), la cascata di vetro dell’atteso Apple Store di Foster e il grattacielo Generali eredità di Zaha Hadid. Sul fronte alberghiero si segnala per esempio l’Hotel Viu, definitosi il primo dedicato ai viaggiatori bleisure, aperto a due passi dallo storico Cimitero Monumentale.

Altri progetti che daranno un’ulteriore tratto allo skyline milanese sono in cantiere, dal debutto italiano dell’esclusivo club di nascita londinese Soho House (in piena Brera) al nuovo campus dell’Università Bocconi, senza dimenticare l’avveniristico (almeno nei progetti) Museo etrusco dell’archistar Cucinella, che vestirà di contemporaneo un palazzo storico del centralissimo Corso Venezia.

DANIMARCA, SCOZIA E COREA. Tra le categorie prese in considerazione dai Wallpaper Design Awards ne spiccano almeno tre di interesse per il turista attento al design e alla ricerca di architettura contemporanea. Il miglior nuovo ristorante è il Noma, un classico della Copenaghen gourmet, ma completamente “reinventato” da Bjarke Ingels Group e Studio David Thulstrup, nella nuova sede, un villaggio disegnato nell’area di un ex arsenale della Seconda Guerra Mondiale, con vista su Christiania. A proposito: c’era un tocco di Italia anche in questa categoria, anzi ancora un tocco milanese, con il nuovo ristorante di Carlo Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II in shortlist.

È stato invece affidato a un architetto giapponese, Kuma, quello che è destinato probabilmente a diventare una nuova interessante meta turistica, ovvero il primo museo del design di Scozia: è il V&A Dundee, nell’omonima città a circa un’ora e mezza a nord di Edimburgo. La sua imponente silhouette di lastre di pietra pare sia ispirata alle ripide scogliere scozzesi.

Per incontrare il vincitore della categoria New Hotel dobbiamo invece volare in Asia (grande protagonista trasversale nelle varie categorie analizzate da Wallpaper), per la precisione sull’isola di Ulleungdo in Corea del Sud, un resort di design con villa privata e sette camere (firmato da uno studio di Seoul, The System Lab).

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Mariangela Traficante
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