Mezza Italia in zona rossa:
adv chiuse e restrizioni

Mezza Italia in zona rossa: <br>adv chiuse e restrizioni
15 Marzo 10:27 2021 Stampa questo articolo

Il virus continua a correre e mezza Italia se ne va in semi-lockdown. Da lunedì 15 marzo al prossimo 6 aprile, per effetto delle nuove ordinanze firmate dal ministro della Salute, Roberto Speranza, di concerto con il nuovo decreto legge emanato dal premier Mario Draghi con l’obiettivo di arginare la diffusione del Covid-19, sono dieci le Regioni passate in zona rossa più la Provincia autonoma di Trento: si tratta di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, PugliaVeneto.

Diventano otto, invece, quelle in arancione – dove però ci sono una serie di comuni in rosso – più la Provincia autonoma di Bolzano. Nella lista figurano l’Abruzzo, la Calabria, la Liguria, la Sicilia, l’Umbria, la Toscana e la Valle d’Aosta, con la Basilicata che si aggiunge all’elenco da martedì 16. Zona bianca per la Sardegna, dove vige il solo obbligo della mascherina e del distanziamento sociale. Queste misure, fa sapere il governo, in queste due settimane possono essere ulteriormente inasprite quando i contagi superano i 250 casi ogni 100mila abitanti.

Giù, nelle aree rosse, le serrande delle agenzie di viaggi, che potranno continuare a lavorare ma dovranno restare chiuse al pubblico per la vendita al dettaglio. Tutto regolare, fino al 2 aprile, per gli agenti in zona arancione. Dal 3 al 5, infatti, l’Italia sarà tutta in rosso (Sardegna esclusa) per le festività di Pasqua. Un ennesimo colpo per il turismo organizzato, ancora in attesa dei ristori pattuiti lo scorso anno e in fermento per il decreto Sostegno, che potrebbe contenere misure ad hoc per gli agenti e i tour operator.

«Le agenzie di viaggi non possono restare aperte perché non rientrano nell’allegato 23 dell’articolo 45 del dpcm 2 marzo 2021 – ha dichiarato Ivana Jelinic, presidente Fiavet – Tuttavia le adv vendono servizi, e possono svolgere questa attività anche senza alzare le serrande. In più possono, in caso, muoversi per comprovate ragioni di lavoro e quindi anche raggiungere il loro esercizio per svolgere l’attività. Naturalmente nel rispetto di tutti protocolli e soprattutto attivando le procedure per un lavoro agile per i dipendenti, qualora ce ne siano».

LE REGIONI IN ROSSO. Restrizioni ai massimi livelli – la stretta è maggiore rispetto a quella a cui ci aveva abituati l’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte – per Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento, che si aggiungono alle già rosse Campania e Molise. Qui, per qualsiasi tipologia di spostamento, è necessario essere muniti di un’autocertificazione che attesti che ci si sta muovendo solo per ragioni di lavoro, di salute o di necessità. È sempre consentito il ritorno alla propria residenza o al proprio domicilio.

CLICCA QUI E SCARICA L’AUTOCERTIFICAZIONE PER GLI SPOSTAMENTI

Prosegue il lockdown della cultura, con musei, cinema e teatri chiusi almeno fino a dopo Pasqua, in parte correggendo quanto previsto dall’ultimo dpcm. Stop alle visite, se non a persone non autosufficienti che necessitano di aiuto o assistenza (in questo caso può andare un adulto più due minorenni), con il divieto che cade nei giorni del 3, 4 e 5 aprile quando ci si potrà spostare (in due al massimo con due bambini under 14) per andare a trovare amici e familiari in un’abitazione, una sola volta al giorno, spostandosi anche all’interno della propria regione.

Sì al raggiungimento delle seconde case, ma solo per chi può comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile prima del 14 gennaio 2021.

In zona rossa le scuole sono chiuse, con la didattica che prosegue a distanza a eccezione dei ragazzi con disabilità. E ancora, mentre le attività di prima necessità come i supermercati, le alimentari o anche le farmacie restano aperte, le agenzie di viaggi ma anche i parrucchieri, i centri estetici, i bar e i ristoranti sono chiusi: è possibile il servizio a domicilio o l’asporto fino alle 18 tranne che per i locali senza cucina. Dopo le sei del pomeriggio, dunque, prosegue l’asporto di enoteche e negozi di bibite.

L’attività motoria può essere fatta solo nei pressi della propria abitazione, mentre quella sportiva all’interno del proprio comune. L’importante è essere soli e all’aperto mantenendo una distanza di due metri da altre persone. Chiusi i circoli e i centri sportivi anche all’aperto.

LE REGIONI IN ARANCIONE. Qui le regole sono meno stringenti: dall’asilo alla scuola media tutti gli alunni potranno frequentare le lezioni, mentre nelle scuole superiori è prevista la didattica in presenza a rotazione. I negozi (comprese le agenzie di viaggi) sono aperti, e nei weekend chiudono i centri commerciali, le gallerie e i mercati. Serranda in sù anche per i parrucchieri e i centri estetici. Quanto ai bar e ai ristoranti, si può procedere solo con l’asporto (fino alle 22) e con la consegna a domicilio (h24). Dalle 18 in poi gli esercizi senza cucina devono fermare le vendite.

I musei sono chiusi. Stesso discorso per cinema, teatri e altri luoghi della cultura. Dentro al proprio comune, una sola volta al giorno, tra le 5 e le 22 (orario del coprifuoco nazionale non vigente in zona bianca), ci si può spostare al massimo in due persone, con al seguito bambini sotto i 14 anni o disabili, verso una sola abitazione e andare a trovare amici o parenti. Nei tre giorni festivi e prefestivi di Pasqua, lo spostamento per far visita ai propri affetti, alle stesse condizioni, è consentito all’interno della regione.

All’interno del proprio comune ci si può muovere liberamente, mentre per uscire c’è bisogno di giustificare lo spostamento con motivi di studio, lavoro, salute, necessità o urgenza. Le seconde case sono intese come abitazione in cui si può fare rientro sempre, dentro e fuori regione anche se questa si trova in zona rossa. Sì allo sport. Sospese solo le attività sportive non agonistiche di contatto; restano chiuse le palestre e le piscine.

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Giulia Di Camillo
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