Mercato spagnolo: il 45% sceglie le agenzie

Mercato spagnolo: il 45% sceglie le agenzie
17 gennaio 07:00 2018 Stampa questo articolo

Sui 16,5 milioni di viaggi all’estero effettuati dagli spagnoli nel 2016, circa 1,4 milioni sono stati in Italia, con una quota-mercato che ha sfiorato il 10% e una spesa media di 830 euro a persona; mentre la durata media della vacanza si è attestata tra gli 8 e i 9 giorni. Un cliente, dunque, appetibile, di fascia medio-alta e con una discreta capacità di budget: secondo Bankitalia, la spesa turistica degli spagnoli, certificata nel 2015 (ultimo dato attendibile), è stata di circa 1.144 milioni di euro, in lieve crescita rispetto al 2014.

Nello specifico, secondo l’Osservatorio Enit, le aree più visitate sono il Lazio con Roma, la Toscana con Firenze e il Veneto con Venezia, ma ci sono anche mete consolidate nell’immaginario collettivo del turista spagnolo come la Costiera amalfitana e le crociere nel Mediterraneo che premiano molte località del litorale. Cresce, poi, l’interesse per alcune zone del sud Italia come Puglia, Calabria e Basilicata. Secondo gli analisti Enit, il forte incremento dei collegamenti aerei assicurati da vettori low cost come Vueling, Iberia e Blue Air hanno sicuramente favorito l’aumento dei flussi dalla Spagna in Italia anche nel 2017, al punto da stimare un movimento vicino ai 2 milioni di viaggiatori.

Riguardo alle modalità di acquisto dei viaggi e dei soggiorni all’estero, è ancora alta la percentuale di spagnoli che si rivolge alle agenzie di viaggi (nello specifico, per l’Italia è il 45% la quota di viaggiatori che ricorre alla consulenza delle adv), anche se ormai l’opzione online ha superato il 50% di share. E ancora, più della metà degli iberici (57%) sceglie l’albergo tradizionale. Sempre secondo l’osservatorio Enit, in Spagna sono circa 120 i tour operator che programmano l’Italia con quasi 160 depliant interamente dedicati al nostro Paese e i big player specializzati sono sempre il Gruppo Globalia (Travelplan), Viajes el Cortes e Viajes Unalia, che da soli concentrano il 35% delle vendite sul prodotto Italia. Per il futuro, i trend più promettenti riguardano le principali città d’arte, eno-gastronomia e dimore storiche, itinerari religiosi e shopping tourism.

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