Mazzi (Fiavet Lazio): «Dopo l’emergenza torni il ministero del Turismo»

Mazzi (Fiavet Lazio): «Dopo l’emergenza torni il ministero del Turismo»
24 Aprile 10:16 2020 Stampa questo articolo

Torna la voglia di un ministero del Turismo e lo invoca il presidente di Fiavet Lazio, Ernesto Mazzi, per la gestione del dopo covid-19.

«Superato questo momento, il primo obiettivo di tutte le categorie direttamente o indirettamente coinvolte – dice Mazzi – dovrà essere quello di puntare a cambiare l’attuale paradigma, puntando su una governance unitaria che guardi al ripristino nell’ordinamento statale di un ministero del Turismo autonomo, con un proprio portafoglio, rappresentativo di tutte le istanze che pervengono da chi questo settore lo vive quotidianamente».

Il disappunto di Mazzi è palese e lo motiva con la forte delusione nei confronti del ministro Dario Franceschini, il quale «nell’audizione in Parlamento, prima si è adirato contro le opposizioni che chiedevano un decreto ad hoc per il turismo, rispondendo che “le risposte non le do con le interviste, le dichiarazioni e le promesse, ma con le norme e le risorse”, e poi ha annunciato una serie di misure/proposte per la cultura e il terzo settore».

Per Mazzi, quindi, Franceschini «ha nominato tutte quelle professioni coinvolte nelle attività di cultura e spettacolo, ma non le categorie e le attività direttamente connesse al settore del turismo. Mi chiedo: possiamo continuare a farci rappresentare da un ministro che vede il nostro settore, capace di generare il 13% del pil nazionale (12% del Lazio) ed occupare 4,2 milioni di addetti, da chi sostiene che “lo stato di crisi di un settore è uno strumento che si utilizza quando un settore va in crisi in una situazione di ordinarietà. In questo caso tutta l’Italia è in stato di crisi e le misure che stiamo adottando sono tutte in deroga perché siamo in uno stato di emergenza generale».

Mazzi replica che alle imprese del settore turismo non interessa né la dichiarazione simbolica dello stato di crisi né il decreto del turismo ad hoc. Interessano le norme, le risorse e il modo di agevolare concretamente le loro difficoltà.

«Ebbene – conclude Mazzi – è quello che aspettiamo da quasi due mesi senza che nessuno ci dia delle risposte certe. È stato annunciato il via libera ai voucher, con i quali rimborsare sia i viaggiatori sia i vettori o gli alberghi, tutelando tutta la filiera e, nel decreto Cura Italia, è stata estesa la cassa integrazione in deroga agli operatori del turismo, ma di tutto questo non abbiamo visto ancora nulla. Più volte è stato rappresentato che per aiutare le aziende tangibilmente, basterebbe restituire quanto anticipato dagli operatori per la biglietteria museale statale, ma ci è stato risposto che se si facesse questo si incorrerebbe in un danno erariale. Ma allora, ci spieghi, onorevole ministro, perché se questo lo fa un privato diventa appropriazione indebita ed illecito arricchimento? La verità è una: ancora una volta siamo di fronte ad una situazione che se non fosse tragica, sarebbe paradossale. Ma ancora più grave è constatare come, in un momento di estremo bisogno, non si riesca a tutelare neppure uno dei comparti vitali dell’economia nazionale. Probabilmente non si tratta soltanto di cattiva volontà, quanto piuttosto di incompetenza».

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