Made in Italy di lusso come destinazione, la proposta Global Blue

Made in Italy di lusso come destinazione, la proposta Global Blue
20 Luglio 10:55 2020 Stampa questo articolo

Creare sinergie tra territorio, prodotti e icone del made in Italy per fare tesoro di quanto vissuto in questi mesi e promuovere quell’”italian way of life” che pone il turista all’interno di un’esperienza unica. Di questo si è parlato nel corso del webinar Il made in Italy di lusso come meta turistica, organizzato da Global Blue.

«Oggi non dobbiamo soffermarci sullo scenario di perdite che avremo a fine 2020, ma dobbiamo lavorare pensando al 2021 e al 2022 – ha dichiarato Alessandra Priante, direttore europa dell’Unwto – In questa fase di ripartenza non possono essere fatti gli stessi errori del passato. Il primo punto è lavorare sulla programmazione: dobbiamo partire da una visione più chiara dei flussi, dei target che vogliamo e possiamo raggiungere, dimensionarli sull’offerta e portare la domanda verso l’offerta, per evitare di trovarci nuovamente a parlare di città d’arte troppo affollate e di territori sconosciuti».

La direttrice ha ricordato anche la scelta dell’Organizzazione Mondiale del Turismo di avviare il progetto #RestartTourism proprio dall’Italia, con un mini-viaggio che a inizio luglio ha toccato Roma, Milano e Venezia.

«Nel 2019 a Milano abbiamo registrato un +10% del turismo, segno del percorso virtuoso che la città, grazie al rapporto tra amministrazione, operatori e stakeholders del settore, aveva intrapreso» – ha sottolineato l’assessore al turismo Roberta Guaineri – Da lì stiamo ripartendo, accostando alla promozione di Milano come meta ricca di attrazioni e in grado di offrire un’accoglienza a 360 gradi di altissima qualità anche l’immagine di un capoluogo-hub nel quale arrivare e dal quale partire per esplorare il territorio vicino».

In questo progetto si inserisce la campagna Why not, giocata sull’ironia con i comuni di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova. Senza dimenticare del turismo internazionale si spera possa tornare a trainare il settore il prima possibile. 

«Il turismo e l’ospitalità hanno un ruolo centrale in particolare per l’alto di gamma», ha aggiunto Stefania Lazzaroni, direttore generale di Altagamma. «La nostra Fondazione è da tempo impegnata su questo fronte con il progetto Altagamma Italian Experiences e con i soci dell’ospitalità Altagamma. Recentemente ha inoltre inserito, nelle 10 raccomandazioni all’Unione Europea, un punto specifico dedicato al turismo e in particolare alla promozione del turismo di alta gamma: in Italia il 60% degli acquisti dei beni di lusso personali è effettuato da turisti che viaggiando in Italia si innamorano delle nostre città, dei nostri prodotti e del nostro stile di vita». 

Nonostante il periodo, non si è fermata l’attività di MonteNapoleone District finalizzata al posizionamento nei principali mercati di riferimento. «Con modalità e strumenti diversi, abbiamo continuato a lavorare in sinergia con le istituzioni per fare in modo di non perdere quel primato costruito negli anni nei confronti di turisti e clienti», ha concluso Umberto Griggi, segretario generale di MonteNapoleone District.

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