Il luxury che cambia secondo la Bocconi

Il luxury che cambia secondo la Bocconi
30 marzo 11:36 2017 Stampa questo articolo

Grande spazio al luxury quest’anno alla Bit. Partendo dalla ricerca “Il turismo di lusso” a cura del Master in Economia del Turismo dell’Università Bocconi, la fiera analizza l’evoluzione del concetto di lusso sempre meno legato ai beni materiali e sempre più vicino alle esperienze, per cercare di individuare le prossime sfide poste all’industria turistica da esigenze come esclusività e personalizzazione.

Attualmente il comparto non sembra aver conosciuto crisi e le imprese del segmento fatturano, a livello globale, oltre 1000 miliardi di euro l’anno, di cui 183 provenienti dall’hotellerie, 112 dal food&beverage e 2 dalle crociere di lusso. Nel quinquennio 2011/2015 il comparto è cresciuto mondialmente del 4,5%: per ogni 8 euro spesi in viaggi, 1 è legato al luxury.

Europa e Nord America rappresentano il 64% del bacino d’origine per i viaggi di lusso, ma nuove aree con ampia capacità di spesa aumentano in molte regioni del mondo. Ad esempio, l’Asia del Pacifico è quella con la stima di crescita maggiore da oggi al 2025. Per lo più il segmento è formato da viaggiatori indipendenti (70%), disposti a pagare per un viaggio su misura. Si spostano in prima e business class o con voli privati e soggiornano in prevalenza in strutture di fascia alta (75%). Le attività che più li interessano sono: cene gourmand, tour di visita e apprendimento di nuove conoscenze.

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