«Il lusso secondo Med»: i pilastri di Amzallag

«Il lusso secondo Med»: i pilastri di Amzallag
21 maggio 07:00 2019 Stampa questo articolo

«I ricordi sono più preziosi dell’oro». È il nuovo lusso secondo Eyal Amzallag, managing director Italia e Sud Europa di Club Med. Dalla virata sull’alta gamma alla seconda stagione di Cefalù, fino alla spinta sui Caraibi: strategia e progetti dell’operatore del Gruppo Fosun.

L’evoluzione del Med passa dal nuovo concetto di lusso. 
«Per noi il lusso è sempre stato esperienza, non ostentazione. Dal 2004 abbiamo virato verso l’alta gamma. Sono cambiate le aspettative dei clienti: dal comfort si è passati alla ricerca di esperienze uniche da vivere con i propri cari e condividere online. Sono finiti i tempi di statue di marmo e intarsi dorati, i ricordi sono più preziosi dell’oro. Una vacanza arricchisce la memoria, può trasformarti. Il viaggio ci rende più curiosi, ci fa scoprire passioni, fare amicizie, assaporare gusti, ritrovare equilibrio per essere più sicuri, indipendenti e più uniti alle persone che amiamo. Questo è il lusso. Ma come dice il nostro presidente Henri Giscard d’Estaing citando Il Gattopardo: “Tutto deve cambiare affinché tutto rimanga com’è”. Per questo Club Med mantiene intatto il suo dna, evolviamo ma restiamo fedeli ai nostri cinque pilastri: gentilezza, libertà, multiculturalità, spirito pionieristico e responsabilità. Fino a 15 anni fa avevamo solo il 25% dei resort di alta gamma (4 e 5 Tridenti), oggi il 95%».

Qual è il sentiment sulla prossima estate?
«Positivo, in particolare grazie ai repeater aumentati del 30%. Cefalù e l’Italia stanno prendendo spazio tra le scelte degli italiani insieme alle tre strutture in Turchia (+63%). Bene anche i grandi classici Kani (Maldive) e La Pointe aux Canonniers (Mauritius) appena rinnovato. E cresce la montagna d’estate sulle Alpi italiane, francesi e svizzere».

Seconda stagione a Cefalù: ci sono novità?
«Dopo un debutto di successo, riaffermiamo la centralità del resort. Abbiamo rinnovato la partnership con lo chef stellato Andrea Berton, che ha firmato il nuovo menu del Palazzo Gourmet Lounge con nuove proposte, anche vegetariane. Altro punto importante è il completamento “naturale” della piscina zen, 100% ecologica».

Perché è slittata in Spagna l’apertura del Magna Marbella?
«Aprirà l’8 febbraio 2020, anziché il 3 agosto 2019. Una delle più grandi aziende spagnole è risultata carente nell’esecuzione del suo impegno contrattuale. Sarà sostituita da un’azienda portoghese con la quale Club Med ha completato la ristrutturazione del Resort di Da Balaia. Abbiamo preso questa decisione per evitare potenziali rischi futuri e preservare l’interesse dei clienti».

A dicembre arriva il primo 5 Tridenti ai Caraibi. E rinasce La Caravelle…
«Non vediamo l’ora di poter ricevere i feedback dai clienti sui due resort che a dicembre saranno punti di riferimento per l’area caraibica. Per La Caravelle parliamo di “rinascita”: oltre 42 milioni sono stati investiti per ricostruire la struttura e aggiungere aree. Grande attesa anche per Michès Playa Esmeralda, primo Exclusive Collection dell’area e primo resort con all’interno quattro boutique hotel. È definito eco-chic perché offre un lusso perfettamente integrato. Un esempio? Nella costruzione nessun albero è stata abbattuto, ma tutti sono stati riallocati».

Il futuro di Club Med dov’è?
«Per l’Italia l’obiettivo è la nicchia di mercato premium. Esperienze trasformative e personalizzate, comodità e qualità del Premium All Inclusive per consolidare la leadership tra famiglie e coppie».

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Claudia Ceci
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