Il lungo raggio low cost che viene dall’Asia

Il lungo raggio low cost che viene dall’Asia
05 Gennaio 15:30 2018 Stampa questo articolo

Level e Norwegian Air, per non parlare di Wow Airlines ed Eurowings. Se in Europa il 2017 è stato l’anno che ha visto decollare il modello low cost anche sul lungo raggio (per la maggior parte lungo le rotte transatlantiche), per l’anno appena iniziato sarà il continente asiatico a riservare le maggiori sorprese. Del resto, se la low cost del Gruppo Iag è stata la quindicesima compagnia no frills a essere lanciata nel corso degli ultimi cinque anni, è proprio a Oriente che i vettori a basso costo hanno iniziato a operare sul lungo raggio.

La prima a farlo fu l’australiana Qantas, che nel lontano 2006 introdusse il suo marchio Jestar per i collegamenti nell’area Asia-Pacifico, seguita l’anno successivo dalla malese AirAsia X, brand per il long haul di AirAsia. Qualche anno più tardi (era la metà del 2012) fu la volta di Scoot, sussidiaria di Singapore Airlines, seguita da Jin Air (2014, sussidiaria di Korean Air), Cebu Pacific (2013, con base a Manila), Lion Air (2015, hub a Giacarta), Beijing Capital (2015, sussidiaria di Hainan Airlines), Vietjet Air (2011, basata a Phu Quoc).
Ultime arrivate, a gennaio 2016, HK Express (Hong Kong), Lucky Air (Kunming), Urumqi Air (Urumqi), West Air (Chongqing), tutte cinesi e riunite nell’alleanza U-Fly.

A confermare la vivacità del mercato asiatico del prossimo futuro ci sono anche le stime di Boeing, secondo cui più della metà degli aeromobili che verranno ordinati da qui al 2037 saranno destinati proprio ai vettori orientali. Non solo: secondo l’Association of Asia Pacific Airlines (Aapa), la domanda di traffico aereo dell’area crescerà del 5,7% ogni anno nel prossimo ventennio grazie soprattutto all’impennata dei voli low cost, arrivati già ora ad offrire quasi un quarto dei posti disponibili in tutta l’Asia Pacifico.

E non è tutto, perché sul fronte dei collegamenti a lungo raggio – a livello globale si calcola che entro il 2020 questo tipo di rotte rappresenteranno l’1-2% del traffico – gli ultimi mesi hanno visto parecchie novità, con l’apertura della Singapore-Atene da parte di Scoot (da dicembre il vettore vola anche tra Singapore e Honolulu) e del collegamento tra Kuala Lumpur e le Hawaii (via Osaka) di AirAsia X, vettore che effettua già voli verso Jeddah e Melbourne.

Il tutto in attesa di poter collegare finalmente Europa e Asia grazie all’arrivo di nuovi aeromobili. AirAsia X, ad esempio, che aveva sospeso la rotta per Londra nel marzo 2012 a causa delle tasse troppo elevate, vorrebbe ora riaprirla, mentre Cebu Pacific sta valutando il lancio dei collegamenti dal suo hub di Manila verso Los Angeles, San Francisco e Vancouver.

Ma a battere tutti sul tempo in questa gara è stata Norwegian, che dallo scorso autunno ha lanciato la rotta low cost sul lungo raggio più lunga del mondo: Kuala Lumpur-Londra Gatwickquasi tredici ore di volo a bordo di un Dreamliner 787-9, un’impresa che ha suscitato l’invidia del ceo di AirAsia, Tony Fernandes, che ha detto recentemente al World Travel and Tourism Council Global summit tenutosi a Bangkok: «Siamo gelosi di Norwegian, loro hanno il giusto aeromobile per fare questa tratta, ma anche noi vogliamo volare in Europa, è solo una questione di tempo. Senza contare che vorrei anche riuscire a volare fino a New York. Sarebbe molto cool».

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Giorgio Maggi
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