Lufthansa spinge su Ndc: «Accordi con altri network»

Lufthansa spinge su Ndc: «Accordi con altri network»
13 giugno 12:12 2019 Stampa questo articolo

Nuovi accordi in vista sul fronte Ndc per il Gruppo Lufthansa. Dopo quello siglato con Welcome Travel, i tavoli aperti per permettere la distribuzione dei prodotti delle compagnie del Gruppo tedesco attraverso il nuovo protocollo di Iata sono più d’uno. E dopo l’estate potrebbero già esserci i primi annunci.

A dirlo – ovviamente senza fare nomi, «ci hanno chiesto di non farlo fino a quando tutto si sarà concluso» – è Steffen Weinstock, senior director sales per Italia e Malta di Lufthansa Group, a margine di una serata di presentazione dell’Atlantic Joint Venture, alleanza transatlantica del Gruppo Lufthansa con Air Canada e United dall’Italia).

Tra i candidati in pole position per siglare dei nuovi accordi Ndc ci sarebbero dei network che nel core business hanno sia una parte di business travel che leisure, «perchè in Italia queste distinzioni sono più sfumate, e tutti fanno tutto».

Novità in vista anche sul fronte di Air Dolomiti, che sta progressivamente vedendo entrare in flotta gli Embraer 195 da 120 posti prima appartenuti a Lufthansa CiyLine. «In autunno finalmente ci presenteremo con un unico prodotto integrato (esattamente come avviene con gli altri vettori del Gruppo, ndr) mentre stiamo ragionando anche sull’unificazione della forza commerciale».

Prosegue poi, il posizionamento degli aeromobili destinati al lungo raggio sull’aeroporto di Monaca di Baviera, posseduto al 49% dalla stessa Lufthansa, e indicato numero uno per assorbire il maggiore traffico dall’Italia in vista di un potenziamento del network di Air Dolomiti. «Stiamo ragionando anche se far volare il vettore fuori dall’Italia – ha aggiunto Weinstock, sottolineando come nella città bavarese, dopo gli A380, siano arrivati anche gli A350 – Tutto da decidere invece se verranno posizionati anche i Boeing 777 che entreranno in flotta».

Intanto, complice l’aumento dei prezzi del carburante, e la crescente pressione sugli yield, nel quartier generale di Francoforte la parola d’ordine per l’estate è la riduzione della crescita di capacità. «Da tempo ci prepariamo a questa eventualità», soprattutto dopo che i primi tre mesi del 2019 non hanno fatto registrare (come del resto per tutte le maggior compagnie mondiali) risultati incoraggianti. «Per noi, però le cose sono diverse perché veniamo da due ottimi anni, quindi siamo ancora ottimisti», conclude il manager.

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Giorgio Maggi
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