Low cost in crisi? Con Primera Air non muore un modello

Low cost in crisi? Con Primera Air non muore un modello
08 Ottobre 12:10 2018 Stampa questo articolo

Dopo il fallimento di Primera Air, se lo chiedono in molti: il trasporto low cost sul lungo raggio è già finito? Prima le difficoltà finanziarie di Wow Air e Norwegian, costretta non da ultimo a rinunciare al Londra-Singapore da gennaio 2019 per il caro carburante e ad annullare i voli per Miami da Madrid e Barcellona a causa di problemi ai motori Rolls Royce. Poi il vero e proprio collasso di Primera Air, la compagnia caduta sotto il peso di rotte poco remunerative come la Birmingham-New York, Berlin-Boston, oltre che della mancanza di partner sia in Europa che in Nord America.

Ma che il business dei voli a basso costo sul long haul possa continuare a esistere lo dimostrano i numeri: sulle rotte transatlantiche, in soli due anni, le low cost sono arrivate a detenere il 7,7% dell’offerta, contro il 3% del 2016, con una crescita dei posti a sedere del 59,9% solo nel 2018. Insomma, tutto fuorché un modello da buttare, tanto più sulla direttrice Asia-Europa, dove i prossimi due anni vedranno l’arrivo di tre nuovi vettori: Wow (da dicembre Reykjavik-Delhi), AirAsia X e Lion.

Ma non è finita, perché le low cost europee potrebbero presto avere un nuovo competitor sul Nordamerica. È il progetto Swiss Skies, messo a punto da un ex pilota Ryanair e da tre esperti del settore. La richiesta presentata agli investitori sarebbe di almeno 100 milioni di dollari. Nessun problemi di capitali, invece, per David Neeleman, uomo d’affari già fondatore di WestJet, Azul e Jet Blue. La sua nuova creatura si chiama Moxy Airways e dovrebbe nascere nel 2020, dando vita a rotte a basso costo tra aeroporti secondari di Usa e Centro America.

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Giorgio Maggi
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