L’ora del Mare Italia,
il ballo delle (in)certezze

by Redazione | 14 maggio 2019 7:00

Le code infinite in aeroporto, l’incognita maltempo, la benzina che pesa sul portafoglio, la spiaggia affollata: «Aiuto, mi si è rotto il Mare Italia», esclamerebbe l’agente di viaggi sobbalzando dalla sedia in balìa dell’elenco di tutti i timori del settore in vista dell’alta stagione. Timori giustificati perché, dopo aver goduto delle ottime performance degli ultimi tre anni, ora il panorama rischia di cambiare.

È bastato il ritorno ruggente del Mar Rosso a mettere in crisi la dinamica dei prezzi (crisi che in Spagna ha già fatto vittime eccellenti come le Canarie e le Baleari), è stata sufficiente la corsa al rialzo del petrolio per mandare “in palla” le tariffe degli aerei e dei traghetti (o gli automobilisti alla pompa di benzina). E anche il tempo ora spaventa con l’inaspettata pioggia e il continuo maltempo che hanno frenato i vacanzieri tra fine aprile e inizio maggio.

Preoccupazioni sì reali, ma fin troppo esasperate, perché nonostante tutto l’Italia gode ancora di una fiducia incrollabile. Anno dopo anno, l’aumento dei passeggeri negli aeroporti, dei soggiorni nelle località di vacanza e nei villaggi, come la corsa degli operatori ad accaparrarsi le migliori proposte sono il segno di un appeal immutato. Perché il cliente, a conti fatti, trova nel nostro Paese un’offerta spalmata su migliaia di chilometri di costa adatta a tutti i target – dalle famiglie agli sportivi più estremi – e facilmente raggiungibile.

Ultimo, ma non meno importante, il Mare Italia è ancora un prodotto in evoluzione: se negli ultimi anni c’è chi si è seduto sugli allori di un facile successo, altri hanno deciso di investire, ristrutturare e sperimentare proprio prendendo spunto dalle nuove tendenze importate dall’estero, dai club alle esperienze ai servizi digitali. Perché se la concorrenza sui prezzi è spietata, il valore aggiunto lo danno sempre più i servizi ancillari in loco; e su questo gli operatori nel nostro Paese possono davvero sbizzarrirsi.

Quindi, nessun timore (o quasi) per la nostra estate italiana: a patto di accettarne i pregi, ma anche i limiti. Alla sfida lanciata dai competitor del Nordafrica, al rischio di dover assistere a un un vero e proprio ottovolante dei prezzi con le tariffe in picchiata sotto data, la risposta del settore sembra essere sempre quella per cui bisogna trovare il giusto equilibrio: tra prezzi e servizi, tra relax e divertimento, tra guadagno e trasparenza.

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Pricing – L’ottovolante delle tariffe
La Spagna soffre, soprattutto le Canarie, la Grecia stenta, ma anche l’Italia tentenna. Complice il lungo ponte di Ferraprile e il ritorno ruggente del Nordafrica, trainato dal Mar Rosso, il Mare Italia entra nella fase calda delle prenotazioni con il dubbio di una competitività tutta da dimostrare e un cliente che aspetterà più del dovuto prima di prenotare in agenzia. Si rischia, quindi, un vero e proprio ottovolante dei prezzi. Dalle tariffe medie troppo alte per servizi non all’altezza al seguente crollo dei prezzi sottodata, con la svalutazione delle camere in alta stagione. Un rischio sempre più presente e già sottolineato da alcuni operatori alla fine dello scorso anno. Le preoccupazioni, però, riguardano anche i periodi di spalla (maggio-giugno e settembre-ottobre), dove la forte competizione non solo dell’Egitto, ma anche il ritorno di Tunisia e Turchia rischiano di vedere l’Italia “scippata” anche dei villeggianti francesi e tedeschi.

Budget ridotto – Ferraprile e mini vacanze snelliscono il portafoglio
Viaggiare ha i suoi costi, e quest’anno a pagare dazio potrebbe essere proprio l’estate, complice – in primis – il successo del Ferraprile. Il maxi ponte Pasqua-Liberazione-1° maggio ha registrato la partenza di milioni di viaggiatori in Italia incidendo, quindi, sulla programmazione delle spese delle prossime vacanze estive (soprattutto le famiglie). Sembrerebbe, infatti, essere questa la principale causa di un sostanziale ritardo delle prenotazioni per la summer. Non solo, a supporto della tesi di un generale “low budget” c’è anche il boom delle mini vacanze: rispetto al 2018, la tendenza è quella di programmare break di pochi giorni con il mese di giugno come periodo clou e le mete di mare a farla da padrone. Sempre nell’ottica del risparmio, il trend che ad oggi sembra andare per la maggiore in agenzia è quello dell’advanced booking, che il più delle volte permette un netto contenimento dei costi.

Overtourism – Allarme spiagge affollate da Amalfi al Salento
La Costiera Amalfitana, Capri, le Cinque Terre, ma anche Procida, il Salento e il Gargano a luglio e agosto. Anche nell’estate 2019 l’Italia rischia di tornare al centro di una delle principali minacce del turismo del Terzo Millennio: l’overtourism nelle principali località balneari. Per adesso, l’unica reale contromisura presa per arginare il fenomeno è il contributo d’accesso che entrerà in vigore a settembre a Venezia. Il balzello per i non residenti sarà inizialmente di tre euro, poi nel 2020 diventerà di sei, otto o 10 euro a seconda delle giornate.

Caos aeroporti – Scioperi e disservizi l’incubo dell’alta stagione
Numeri sempre in crescita per gli aeroporti italiani che si apprestano, però, a fronteggiare un’ennesima estate a rischio. Dagli scioperi del personale di bordo e dei controllori, ai voli in overbooking e al rischio cancellazioni, fino al pericolo di chiusura improvvisa di alcune compagnie. I mesi di luglio e agosto saranno un banco di prova generale per testare la gestione degli scali italiani. Particolare attenzione verrà data a Milano Malpensa, che ospiterà voli, rotte e personale di Linate – chiusa per tre mesi dal 27 luglio al 26 ottobre – e Roma Fiumicino. Non sono esclusi però, eventuali disagi a aeroporti medio-piccoli che nel periodo estivo raddoppiano o triplicano la capacità di viaggiatori in transito.

Bollino nero – Quando la partenza intelligente non basta
Non c’è partenza intelligente che tenga. Il Mare Italia d’estate soffre i bollini delle autostrade, dal rosso al nero che di solito descrive i weekend di agosto. E non è solo l’esodo estivo con annesso rientro dalle vacanze a rendere faticosi gli spostamenti. L’Italia e le sue località balneari, in particolar modo nel sud del Paese, soffrono la mancanza di un servizio ferroviario capillare e di una valida alternativa alle autostrade congestionate perché non adeguate all’attuale flusso di veicoli.

Fuel in rialzo – Aerei, auto e traghetti nel mirino
C’è anche il prezzo del carburante a pesare sul portafoglio delle vacanze estive. A partire da quello aereo che, nonostante il calo di fine 2018 (520 dollari per tonnellata metrica), con l’inizio del 2019 è tornato a salire superando, ad oggi, quota 600 dollari. Ma il fuel è una delicata faccenda che riguarda anche i traghetti – con le compagnie di navigazione che negli ultimi tempi hanno parlato di una spesa in crescita di almeno il 20% – fino all’automobile: non si esclude, infatti, che i gruppi petroliferi per quest’estate scelgano di giocare al rialzo con il costo della benzina.

Incognita meteo – Se l’allerta maltempo rovina la vacanza
Circa un terzo dei turisti si fa influenzare negativamente dal rischio maltempo e oltre il 72% ritiene le previsioni affidabili. Secondo gli operatori turistici l’annunciarsi della pioggia può portare a un calo di prenotazioni e presenze del 20%, che può aumentare in caso di vacanze al mare. Lo aveva mostrato un’indagine di Confturismo-Confcommercio sul mega ponte di aprile: il 10% ha cancellato la partenza. Qualcuno corre ai ripari, come Visit Elba, che ha promosso un’iniziativa per chi ha scelto l’isola a maggio e sarà rimborsato del costo della notte nella struttura ricettiva in caso di pioggia persistente.

Inquinamento – Alghe e plastica guastano il soggiorno
Dall’alga tossica alla plastica in spiaggia. I rilievi tecnici 2018 di Legambiente mostrano il mare italiano più inquinato rispetto agli anni precedenti, anche a causa della mala depurazione. Le associazioni, tra Bandiere Blu e Goletta Verde, proseguono nel lavoro di monitoraggio e nella battaglia per la salvaguardia dell’ambiente. La speranza è che le campagne plastic free attuate negli ultimi mesi – e con il travel in prima linea – diano i primi risultati già quest’anno.

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