L’occasione mediatica delle statistiche di fine anno

L’occasione mediatica delle statistiche di fine anno
05 gennaio 11:30 2018 Stampa questo articolo

Puntuali come orologi svizzeri, allo scoccare delle festività sono arrivati i rilevamenti statistici sulle vacanze natalizie e di fine anno. Mediaticamente si tratta di una vetrina preziosa e contesa dalle principali sigle di settore e non solo. Quest’anno, dalle tv commerciali alle radio, ai quotidiani nazionali e locali, abbiamo contato ben dodici fonti diverse. Tra le più citate figurano Federalberghi, Codacons e Coldiretti.

Al di là delle disparità di cifre, che spesso presentano differenze a dir poco imbarazzanti, ci si interroga sulla attendibilità di certe statistiche. Nel caso di Coldiretti, ad esempio, ci si chiede su quali rilevamenti si possa attestare la tendenza al viaggio domestico piuttosto che all’outgoing: quali elementi possono consentire una confederazione di categoria extra-turistica a elaborare osservatori così specifici? Perplessità che non inibiscono i passaggi in Rai o su Sky, anche a discapito di altre associazioni di categorie turistiche, poco accreditate presso i media nazionali.

Facciamo qualche altro esempio. Sul sito si Sky è stato dato molto rilievo a una ricerca di AutoScout24 che ha decretato come il 24% degli italiani ha trascorso fuori casa le vacanze di Natale, mentre per Capodanno il 27% dei nostri connazionali ha scelto di soggiornare fuori dal proprio Comune di residenza. Percentuali ben definite che, tirando acqua al mulino di una certa categoria, conducono alla conclusione che ben l’85% degli italiani in vacanza, si muoveranno utilizzando la propria autovettura. Così come, proprio due giorni fa, ci si è affrettati a decretare il tutto esaurito negli agriturismi con circa 850mila italiani ospiti di casali e case rurali.

Numeri precisi, importanti, che sopperiscono al basso profilo scelto da quell’Osservatorio Nazionale che sporadicamente – come il passaggio di stelle comete – dirama il suo autorevole bollettino, spesso fuori tempo massimo, raccogliendo purtroppo scarse considerazioni dai media.

Ma forse proprio questo è il punto: in assenza di un Barometro nazionale che raccoglie e condivide dati del settore, è naturale che altri organismi si approprino di spazi mediatici anche importanti e acquisiscano di fatto un accreditamento che in altre situazioni sarebbe ben difficile conquistare.

Dal Mibact la risposta è lapidaria: diffonderemo a tempo debito dati certificati sulle vacanze natalizie. È quel “tempo debito” che lascia un po’ di amaro in bocca. Soprattutto se quando si frequentano fiere internazionali come Wtm o Itb si scopre che omologhi organismi tedeschi inglesi o francesi stanno elaborando i trend per il 2019 o addirittura 2020.

Sarebbe importante tenere presente che esiste una “qualità” dei dati statistici e che è decisiva la tempestività dei rilevamenti per pianificare azioni di promozione e marketing, non solo degli operatori privati, ma anche dei soggetti pubblici che dovrebbero spendere soldi della collettività con una certa oculatezza. Non è chiedere troppo, è chiedere il giusto.

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Andrea Lovelock
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