Lo strano caso del “full booking” alle Maldive e Dubai

Lo strano caso del “full booking” alle Maldive e Dubai
04 Gennaio 11:38 2021 Stampa questo articolo

Un Natale, quello appena passato, che sarà impossibile dimenticare. Italia completamente in zona rossa, coprifuoco alle 22 e tutti a casa. Anche per il brindisi di Capodanno. Soprattutto, niente viaggi: “non ci si muove nemmeno tra comuni figuriamoci tra continenti”, scrive Enrica Montanucci, agente di viaggi e presidente Maavi, sul suo blog Enrica in volo.

Questo lo stato delle cose: zero corridoi turistici, poca sicurezza per i viaggiatori e nessuna procedura certificata. Tanto per cambiare, operatori specializzati nazionali esclusi da ogni dinamica e ancora una volta bypassati dal web, dalle varie Ota e “dalla classica scorciatoia del non rispondere alla legge italiana”, unita alle “comprovate esigenze lavorative”.

In realtà basta fare una piccola ricerca su Google, scorrere le infinite stories che invadono Instagram per accorgersi che in posti autodichiarati Covid free come le Maldive, o anche Dubai, c’è uno “sconvolgente full booking”, fatto di tante situazioni di svago senza mascherina né distanziamento sociale.

La presidente di Maavi parla di “ben un migliaio di italiani che, con ovvi ed evidenti motivi di lavoro, stanno serenamente bagnando le beate pudenda nelle acque cristalline dell’Oceano Indiano”. Non solo, Dubai “ha problemi di disponibilità, locali aperti, hotel a pieno ritmo, spiagge piene, ristoranti che ogni sera lavorano serenamente come se il Covid da quelle parti non fosse mai arrivato. E, pure qui, un’enorme quantità di connazionali che, sempre per i succitati motivi di lavoro inderogabili, hanno passato Natale e Capodanno al sole benedetto degli Emirati”.

Ma cosa sarebbe successo, quindi? In sostanza, l’unico Paese che ha chiuso i corridoi turistici verso le due mete è il nostro, permettendo al contempo un viavai poco controllato. “In tutti gli altri – prosegue Montanucci – con tamponi e varie viene data la possibilità di andare dove accidente hanno ritenuto più opportuno. E addirittura, per chi ha il piacere di spendere una fortuna il Burj El Kalifa offre il vaccino ai suoi ospiti”.

Attenzione, però. Enrica Montanucci non parla per invidia, né tantomeno contro i viaggiatori. Figuriamoci. Enrica Montanucci parla per rabbia. “Perché come sempre il nostro Paese ha girato la testa verso le nostre aziende, e si è lasciato scappare sotto al nasone distratto tanta di quella gente che non dico avrebbe risollevato le sorti di una stagione violata, ma almeno qualcuno lo avrebbe aiutato. Invece, tutti questi signori, vista l’impossibilità di confermarli sia per i tour operator che per le agenzie di viaggi, hanno serenamente prenotato sul web i loro resort, i loro voli. Andando ad alimentare giganti internazionali che pagano tasse all’estero, e hanno preso voli senza che nessuno facesse loro alcun tipo di controllo rispetto alle comprovate esigenze di lavoro”.

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Giulia Di Camillo
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