Lo spezzatino Thomas Cook dopo il fallimento

Lo spezzatino Thomas Cook dopo il fallimento
20 Dicembre 11:31 2019 Stampa questo articolo

Per il marchio Thomas Cook, Fosun International sta pensando a un ritorno sul mercato già nel 2020 in Gran Bretagna, Francia, Germania e Scandinavia. La notizia rimbalzata negli scorsi giorni, fa però il paio con quello che è successo nei vari mercati alle diverse anime del colosso anlgo-tedesco in seguito al fallimento del 23 settembre scorso.

In Francia, ad esempio, mentre la scadenza per presentare le domande di acquisto delle decine di brand appartenute a Thomas Cook France scadrà il prossimo 20 dicembre, sono 99 le agenzie di viaggi dell’operatore che negli ultimi giorni sono entrate all’interno di Havas Voyages, network che già ne aveva integrate una ventina nelle scorse settimane. In tutto, tolte le 25 subito chiuse dopo il fallimento dello scorso 23 settembre, sono 149 i punti vendita prima appartenuti alla filiale transalpina di Thomas Cook ad essere passate ad altri proprietari.

Diverso quello che è successo nel Regno Unito, dove il fallimento del Gruppo Thomas Cook ha messo in nota una macchina da 9 miliardi di sterline di debiti e rimborsi (tra cui 585 milioni sotto forma di risarcimenti ai clienti, e 45 milioni ai membri del personale). Nel frattempo Hays Travel, che aveva rilevato 461 delle 553 agenzie Thomas Cook Uk, ha chiuso 10 di questi punti punti nell’ultima settimana, ufficialmente per problemi legati al recruiting.

In Scandinavia, invece, le attività di Thomas Cook Airlines Scandinavia sono state sospese solo per un breve periodo dopo il fallimento della holding. Tutto fino a quando un consorzio di investitori non ha rilevato l’intero pacchetto azionario della compagnia, che dal 1° novembre ha preso il nome di Sunclass Airlines.

Per quanto guarda la Germania, infine, la cessazione delle operazioni dell’intera filiale è arrivata negli ultimi giorni di novembre. E se Condor Airlines, controllata della casa madre britannica, è stata “salvata” da un prestito statale di 380 milioni di euro, per almeno la metà dei 2.100 dipendenti di Deutsche Thomas Cook il futuro dovrebbe essere assicurato dallo “spezzatino” dell’azienda.

Sul fronte delle agenzie di proprietà, ad esempio, la catena di grandi magazzini Galeria Karstadt Kaufhof ha rilevato 106 delle 126 agenzie di viaggio prima appartenenti al network, mentre da più parti si parla di operatori interessati all’acquisizione del t.o. Neckermann Reisen. Ma non è tutto, perché tra i marchi appartenuti alla galassia di Thomas Cook Germania, Bucher Reisen e Öger Tours sono già stati acquistati dal Gruppo turco Anex Tourism, mentre Der Touristik è interessato al brand alberghiero Sentido e al marchio di franchising di agenzie Holiday Land.

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Giorgio Maggi
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