Lo chef Colonna testimonial del Lazio: «Blockchain per tracciare i cibi»

by Claudia Ceci | 13 luglio 2018 7:00

La fortuna di trovarsi su una direttrice importante. «Sono sulla Helsinki-Reggio Calabria, isole comprese», scherza così lo chef stellato Antonello Colonna quando parla del suo ristorante tra Termini e Città del Vaticano che ospita tanti turisti stranieri, di Roma e del Lazio, nella serata in cui firma l’accordo con la Regione per la valorizzazione del patrimonio turistico ed enogastronomico del territorio regionale.

L’intesa è stata siglata all’Open Colonna dal presidente della Regione Nicola Zingaretti e dallo chef insieme all’amministratore unico di Arsial (Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio) Antonio Rosati e agli assessori regionali al Turismo e all’Agricoltura Lorenza Bonaccorsi ed Enrica Onorati.

“Lazio, la Regione delle Meraviglie” è il nome che racchiude una serie di interventi che ha l’obiettivo di far conoscere a turisti e cittadini il patrimonio storico, artistico, archeologico, naturalistico ed enogastronomico del Lazio attraverso la diffusione di contenuti divulgativi – come, per esempio, le tovagliette che diventano canali di comunicazione per veicolare prodotti e paesaggi – realizzati dalla Regione e ospitati nei due locali di Colonna, a Palazzo delle Esposizioni e all’Open Bistrot a Fiumicino, che sono frequentati ogni giorno da centinaia di stranieri e diventano, così, luoghi strategici per la promozione del Lazio.

«Dobbiamo crederci e fare sistema, in un percorso che non si ferma al cibo ma va avanti con turismo e arte, come testimonia lo spazio in cui ci troviamo – dice Antonello Colonna – Il Lazio ha 24 stelle Michelin, che in altre regioni non ci sono». In merito alle eccellenze del territorio, lo chef sta provando a promuovere la blockchain per la tracciabilità alimentare: «So che nasce per la finanza, ma ho voluto applicarla all’agroalimentare. Per me il futuro è campo+cucina. Sono il primo al mondo a certificare il torpedino, pomodoro che coltivo nel mio orto. Quindi la mia panzanella è la prima al mondo a essere certificata».

Il presidente della Regione Nicola Zingaretti ha accolto con grande favore questa collaborazione: «Abbiamo tante eccellenze ma a volte ci manca la visione del futuro e la capacità di fare sistema. Il fatto che un grande chef come Colonna si faccia ambasciatore e promotore del territorio e dei suoi prodotti ci dà una marcia in più. Con Antonello è stato un incontro tra passioni e la prova del fatto che il Lazio delle meraviglie è possibile, che chi ci crede è un po’ meno solo nel promuovere la qualità, costruire la rete e trasformarci in un sistema competitivo. Vorrei che con la stessa facilità con cui un toscano si siede e chiede un Chianti, un laziale possa ordinare un vino nostro».

L’accordo tra chef e Regione si inserisce perfettamente in quello che è il 2018, Anno del Cibo italiano, iniziativa nata dalla direttiva dell’ex ministro del Mibact Dario Franceschini per esaltare il patrimonio enogastronomico italiano e la cucina di qualità, rendendoli strumenti di scoperta di una parte fondamentale del nostro patrimonio culturale. L’intesa tra politiche agricole e turismo sembra inoltre suggellare il neonato “Mipaft“, il ministero delle Politiche agricole, forestali e del turismo.

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