L’Italia dei tamponi per far ripartire il turismo

L’Italia dei tamponi per far ripartire il turismo
28 Settembre 11:59 2020 Stampa questo articolo

Proseguono le misure di contenimento del Covid-19 da parte del governo italiano con obbligo di tampone per chi rientra da Spagna, Grecia, Croazia, Francia e Malta. Da ultima, la Campania governata da Vincenzo De Luca rinnova con una nuova ordinanza – di sicuro effetto mediatico – l’obbligo di sottoporsi al tampone per chi rientra dall’estero all’aeroporto di Capodichino. Il provvedimento riguarda appunto i rientri dai Paesi esteri indicati dal ministero della Salute, imponendo l’obbligo di effettuare il test per il Covid-19 appena atterrati all’aeroporto di Napoli e, in attesa dell’esito del tampone, sottoporsi a quarantena preventiva. La precedente ordinanza, scaduta giovedì 24 settembre, prevedeva invece il tampone per i rientri da tutti i Paesi esteri e dalla Sardegna e obbligava alla quarantena preventiva per 14 giorni in attesa del risultato.

“È fatto obbligo a tutti i soggetti in arrivo presso l’aeroporto Internazionale di Napoli-Capodichino provenienti dai Paesi indicati nelle ordinanze del ministro della Salute 12 agosto 2020 e 21 settembre 2020, o che ivi abbiano soggiornato o siano transitati nei quattordici giorni precedenti: di sottoporsi a test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile – si legge nell’ordinanza – In caso di impossibilità di effettuare il test, di segnalarsi in ogni caso presso i presidi allestiti in aeroporto, compilando i moduli ivi forniti dal personale addetto; di comunicare, altresì, immediatamente, il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria competente per territori; di restare in isolamento fiduciario presso l’abitazione o dimora dichiarata fino alla comunicazione dell’esito del tampone”.

Chi rifiuta di fare il tampone in aeroporto dovrà firmare una dichiarazione scritta e denunciarsi al Dipartimento di prevenzione dell’Asl.

LA PROPOSTA DI IATA. Tutto questo mentre Iata sta considerando a livello internazionale (e non per i voli nazionali) la possibilità di adottare il test antigenico rapido e obbligatorio per tutti i passeggeri prima della partenza di ogni volo. Il che permetterebbe così di evitare le quarantene e altre restrizioni dettate dall’esigenza di contenere il coronavirus. A ottobre si prevede infatti che siano pronti test antigenici rapidi, con il risultato entro 15 minuti, a prezzi bassi, che potrebbero essere applicati in maniera standard in tutto il mondo.

IL GOVERNO ITALIANO. Intanto il governo italiano sta preparando una sorta di piano d’autunno con 200mila tamponi al giorno, con test rapidi pronti in 20 minuti in aeroporti, scuole, strutture sanitarie e delle forze dell’ordine. Un piano che prevede anche l’acquisto di macchinari in grado di processare i campioni a una velocità sette volte maggiore di oggi.

La campagna di screening sarà guidata dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri e l’obiettivo è raggiungere la soglia del 200mila test rapidi entro novembre, rendendo l’Italia uno dei Paesi che fa più controlli in questa fase di convivenza con il virus. Di fatto, la strada dei test a tappeto sembra essere la scelta migliore oggi; le stesse Francia e Inghilterra la stanno percorrendo.

L’ESEMPIO DELLE CROCIERE. E che oggi il tampone appaia l’unico modello valido – in grado di garantire sicurezza, di contenere il virus e di non dover necessariamente limitare i viaggi – ce lo ha mostrato in anteprima il mondo del turismo. E in particolare il settore delle crociere proprio in Italia, che ha avuto il via libera dal governo alla ripartenza a metà agosto. E che ha riportato a salpare le prime navi – con Msc Crociere e Costa Crociere – rendendo obbligatorio per tutti, passeggeri ed equipaggio, il test antigene al terminal pre imbarco. Per poter ancora andare in vacanza e farlo in sicurezza.

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Claudia Ceci
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