L’hotel ibrido sfida Airbnb

L’hotel ibrido sfida Airbnb
06 Giugno 13:02 2017 Stampa questo articolo

Non tutti i Millennials scelgono Airbnb. Anzi, sempre di più vogliono i lifestyle hotel. E le grandi catene alberghiere si attrezzano, organizzando “dentro le mura” un’offerta all’insegna della libertà, dell’iperconnessione e dell’esperienza. Per il target dei giovani, quindi, l’indoor vale quanto gli ampi spazi e le escursioni, mentre l’hotel diventa sempre meno camera-centrico e sempre più brand-dipendente.

Jo&Joe è l’ultima creatura di Accor Hotels, un nuovo concept di ospitalità alberghiera che combina i format dell’affitto in sharing, dell’ostello e dell’albergo tradizionale con una particolare attenzione al design e alla tecnologia. I primi alberghi Jo&Joe apriranno a Parigi e Bordeaux nel 2018 e saranno aperti anche ai residenti locali, con un’ampia proposta di concerti, corsi e laboratori. L’hotel secondo Accor, quindi, diventa punto di incontro e centro della vita di quartiere. Tra una stanza condivisa, una camera privata e una sistemazione sull’amaca la scelta sarà variegata e innovativa.

Stesso modello, ma in scala più piccola è quello di The Student Hotel, brand olandese che ha sviluppato un modello di ospitalità ibrida che unisce l’albergo per turisti con la residenza a lungo termine per studenti. Coworking e camere che convivono con una sala giochi, la piscina e una flotta di biciclette: in Italia tra la fine del 2017 e il 2019 la catena aprirà due strutture a Firenze, una a Bologna e una a Roma nel quartiere di San Lorenzo. Il primo Student Hotel italiano nascerà a Palazzo del Sonno, nel capoluogo toscano, e disporrà di circa 400 camere.

Meno ibridi e più lussuosi, invece, sono i brand per i giovani ideati da Meliá e Starwood. Millennials che amano spendere, festaioli, che adorano le stanze iperaccessoriate: questo è il target di Me di Meliá che ha puntato tutto sul divertimento, strutture in centro città e feste indimenticabili sulle sue terrazze. Madrid, Londra, Cancún, Ibiza, Maiorca, Milano e Miami: la geografia degli hotel Me è un itinerario tutto moda, musica e nightlife. Starwood ha scelto invece la segmentazione con due brand: W e aLoft. W Hotels di Westin è presente in tutti e 5 i continenti con 83 strutture – nessuna in Italia per ora – e punta su trattamenti up level, ambienti colorati, servizi di lusso, bar di tendenza, feste in piscina e camere dai nomi poco orignali ma diretti (cozy, faboulos, wonderful). aLoft di Starwood, invece, punta su ambienti smart, prezzi contenuti, bar aperto h24 e tecnologia (la camera si apre con lo smarthpone).

Nelle ultime settimane, invece, è partito l’assalto di Hilton ai nuovi viaggiatori giovani con l’inaugurazione del primo hotel del brand Tru in Oklahoma, negli Usa. L’avventura di Tru by Hilton. Il nuovo brand vuole catturare un segmento misto che unisce gli young con i business traveller grazie a una parete digitale per i social network, un bar con prodotti bio, una play zone, stanze ipertecnologiche e prezzi che non superano i 100 dollari a notte. Hilton aprirà 130 Tru hotel tra Canada e Usa e presto sbarcherà anche in Europa.

Più indipendente ma non meno innovativo il concept di Nyx, brand di Leonardo Hotels, che punta sul connubio tra arte, design ed eventi. L’hotel si pone come un vero e proprio palcoscenico in cui gli artisti locali possono esibirsi o realizzare le proprie opere. Il marchio è presente a Milano da pochi mesi, nella storica sede della Philips, mentre la prima struttura a 4 stelle di Nyx ha aperto in Israele nel 2016. Nel corso di quest’anno, poi, si espanderà a Praga, Monaco di Baviera e Madrid.

L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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