Lezione di ancillary dalle compagnie Usa

Lezione di ancillary dalle compagnie Usa
22 Settembre 07:00 2017 Stampa questo articolo

Il Gruppo Lufthansa? Dal punto di vista delle ancillary l’introduzione della famosa fee surcharge nel 2015 non ha spostato nessun equilibrio. A dirlo, è l’annuale ricerca sui ricavi ancillari ottenuti da 66 compagnie sparse in tutto il mondo redatta da CarTrawler e IdeaWorks, che per la seconda volta nella sua storia, prende in considerazione anche i volumi generati dai Gds Sabre, Travelport e Amadeus (prima di quella data, infatti, tutto ciò che la ricerca indicava come prodotto ancillare – bagagli imbarcati, priority boarding, posti assegnati – non era che il risultato di ciò che i singoli vettori vendevano attraverso i propri siti web).

Così, secondo quanto riporta Skift, se il gruppo tedesco continua come se nulla fosse a vendere le ancillary attraverso i tre gds, altre compagnie europee riescono a registrare guadagni non da poco in questa particolare attività. E’ il caso della low cost inglese Jet2.com, che nella classifica si piazza addirittura al quinto posto con 42,46 dollari di ricavo/passeggero nel 2016, e questo pur lavorando solo con Travelport; ma molte di più sono i vettori come come Aer Lingus, Air Greenland, Eurowings, Virgin Atlantic e Wizz Air che, invece, con i global distribution system non ci lavorano proprio.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, dice invece Forbes, il giro d’affari delle ancillary è aumentato, più che compensando la flessione sulle tariffe che ha coinvolto tutte le principali compagnie. Sempre secondo la ricerca, infatti, ogni passeggero di United nel 2016 ha acquistato tra pasti a bordo, imbarchi prioritari e più ne ha più ne metta, 43,46 dollari a testa di servizi addizionali. Sicuramente di più della cifra sborsata dai viaggiatori di Delta (28,15 dollari), il cui introito complessivo da ancillary è però arrivato alla cifra monstre di 5,2 miliardi di dollari nel 2016. Sul fronte ancillary però, meglio di tutti hanno fato vettori come Spirit Airlines (quasi il 46,4% del suo giro d’affari si deve a questo genere di introiti), con una media di 49,89 dollari a passeggero; o ancora, come Frontier (48,60 dollari a persona) e Allegiant (48,93 dollari pro-capite). Molto più contenuti invece i ricavi per la quarta compagnia del Paese: Southwest, che dalle ancillary ricava solo il 13,9% del suo budget, per una media di 18,67 dollari a viaggiatore.

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Giorgio Maggi
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