Centinaio al Mipaaft: «Snellirò la burocrazia per i t.o.»

Centinaio al Mipaaft: «Snellirò la burocrazia per i t.o.»
09 agosto 07:00 2018 Stampa questo articolo

Codici identificativi per combattere l’abusivismo, una Casa del turismo dove convivono Enit e il nuovo dipartimento del ministero, accordi bilaterali con i Paesi esteri per agevolare il lavoro degli operatori, snellendo la burocrazia. E in più nuovi format di partecipazione alle fiere B2B. Sono le linee guide che il ministro Gian Marco Centinaio detta a poche ora dal via libera della Camera dei deputati al decreto che istituisce il Mipaaft: il ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali e per il Turismo, appunto. Il responsabile del mega dicastero, infatti, ha intenzione di chiamare a raccolta – appena trascorsa la pausa di Ferragosto – tutti i soggetti coinvolti nella filiera, dalle Regioni ai tour operator, consapevole che la prima vera sfida è il tempo.

Come reinventerà l’Enit e i suoi uffici di via Marghera?
«Sono convinto che l’Enit da troppo tempo non dia alcun contributo alla definizione e alla realizzazione di un disegno strategico di promozione turistica. Per questo dovrebbe tornare ad assolvere il suo compito: promozione turistica dell’Italia nel mondo. Nello specifico, l’ente dovrà diventare la Casa del turismo, ospitando il nuovo dipartimento che creeremo in pochi mesi. Sono convinto che la prossimità tra vigilante e vigilato, tra strategia e operatività ci aiuterà a semplificare e razionalizzare ottenendo risultati importanti».

Come si supportano le agenzie di viaggi che lavorano con i mercati esteri?
«Ritengo sia possibile fare accordi bilaterali con tutti i Paesi esteri che hanno intenzione di lavorare con l’Italia. Penso, ad esempio, all’incontro che abbiamo avuto con il ministro del Turismo argentino al G20 con il quale vogliamo fare una serie di iniziative di reciprocità tra turisti italiani e argentini, favorendo le agenzie di viaggi e permettendo ai tour operator di ottenere uno snellimento delle pratiche burocratiche».

Ha dichiarato di voler combattere l’abusivismo e regolamentare l’attività di player come Airbnb. Come intende farlo?
«Coinvolgendo innanzitutto i principali attori, a partire dalle grandi Olta, da Airbnb e da tutti coloro che operano sul nostro territorio godendo di vantaggi economici legati ad economie di scala e a residenze fiscali lontane e facilitate. Uno dei principali strumenti che voglio utilizzare è quello di introdurre norme e regolamenti forti che agiscano sull’applicazione di un codice identificativo maggiormente dialogante a livello regionale, ma anche nazionale. Ci vorrà più chiarezza sulle regole per le locazioni brevi che vada di pari passo con un sistema sanzionatorio efficace per contrastare tutte le pratiche che danneggiano l’industria turistica italiana e frenano lo sviluppo».

Come cambierà la promozione dell’Italia alle fiere internazionali?
 «La partecipazione dovrà essere diversa rispetto al passato. Il fatto che nelle fiere ci sia l’Enit che rappresenti l’Italia e, al contempo, ci siano stand di altre Regioni è un metodo inutile, oltre a un gran spreco di denaro pubblico. Il turista straniero osserva il nostro Paese come un’entità unica con molteplici peculiarità: per questo occorre una programmazione che coinvolga tutti gli attori e secondo quelle che sono le prerogative di ogni Regione. Occorre, inoltre, mettere in atto nuovi strumenti di comunicazione e pensare a una promozione congiunta con l’enogastronomia».

Cosa pensa del Piano strategico del turismo che si è trovato in eredità?
«Mi piacerebbe anche in questo caso attuare un confronto con i principali operatori del settore e con le Regioni per capire il loro punto di vista. Vorrei sapere da loro se il Piano è attuabile e veramente strategico, se lo ritengono attuabile, oppure no».

Programmazione e big data sono due facce della stessa medaglia?
«Certo. La mole di dati prodotta dai viaggiatori che organizzano i propri spostamenti e soggiorni online ha spinto prima di tutto gli operatori a guardare con interesse alle potenzialità dei big data, sia per la proposta di nuovi prodotti sia per il disegno di servizi sempre più su misura. Per questo ritengo che tali informazioni debbano essere fornite il più velocemente possibile ai privati e alle Regioni. Il mio obiettivo è di arrivare alla diffusione dei dati in tempo reale sulla tipologia dei clienti-turisti, chi sono, da dove arrivano, l’età anagrafica, la spesa che effettuano nel nostro Paese e le destinazioni che prediligono».

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Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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