L’estate degli alberghi italiani tra Brexit ed effetto Airbnb

L’estate degli alberghi italiani tra Brexit ed effetto Airbnb
18 settembre 11:42 2019 Stampa questo articolo

Confindustria Alberghi fa il punto sull’estate 2019 e, dall’indagine condotta, emerge un quadro complesso sull’andamento della stagione. Dopo l’avvio condizionato dal meteo (maggio con maltempo e basse temperature), la stagione estiva sembrava orientata verso la giusta direzione: giugno ha registrato un +2,5% in termini di occupazione rispetto allo stesso mese del 2018 (+1,5% l’aumento del prezzo medio per la camera), mentre luglio ha confermato il trend positivo con un rallentamento, però, nella crescita (+1% l’aumento dell’occupazione e sostanziale stabilità nel prezzo medio praticato). Ad agosto invece c’è stata una brusca battuta d’arresto con un’inversione del trend –dopo due mesi positivi – che ha colpito soprattutto alcune destinazioni.

Percorso a sé stante vale però per gli hotel caratterizzati da un prodotto ben identificato e un posizionamento molto forte sul mercato: le strutture fortemente identitarie continuano a riscuotere successi che vanno oltre la destinazione dove sono presenti.

TURISTI BRITANNICI. La svalutazione della sterlina legata alla Brexit, e una conseguente minore competitività della destinazione Italia, influiscono negativamente sulle scelte dei turisti britannici tra i principali mercati incoming del nostro Paese. A risentirne maggiormente Roma, Firenze e la Toscana in generale.

A Roma gli albergatori denunciano un trimestre difficile: se giugno aveva tenuto (+1% per l’occupazione e prezzi allineati a quelli dello scorso anno) a luglio e agosto si è assistito a una flessione dell’occupazione – rispettivamente -2% per luglio e -3% per agosto – e dei prezzi medi praticati (-1% per luglio e tra -2% e -3% per agosto). A Firenze l’occupazione è risultata in flessione anche a giugno, scendendo di oltre il 3% nel bimestre luglio-agosto.

EFFETTO AIRBNB. In questo quadro, non va sottovalutato l’impatto degli affitti brevi che – in attesa di regolamentazione – continuano a crescere. AirDna fotografa solo su Roma 34.580 affitti, in aumento del 30,5% rispetto al primo trimestre 2017; offerta che nell’ultimo anno è cresciuta del 6% in termini di occupazione e del 10% in termini di prezzi medi praticati.  Stesso discorso per Firenze dove gli annunci pubblicati sono più di 14mila – oltre il 57% nel centro storico – con una crescita del 51% rispetto al primo trimestre 2017.

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