L’emozione piloterà il booking:
parola di Euromonitor International

L’emozione piloterà il booking: <br>parola di Euromonitor International
07 Novembre 13:36 2017 Stampa questo articolo

Dai sistemi di prenotazione collegati alle emozioni allo sviluppo impetuoso delle criptomonete: così si evolverà il mondo del travel nei prossimi anni. Fenomeni che sono già realtà in Asia e Pacifico, più che altrove. A dirlo è Euromonitor Interntional, che ha presentato la sua tradizionale indagine nel secondo giorno di Wtm London.

Il dominio del mercato Asia-Pacifico si manifesta dalla top ten delle città piu visitate al mondo: al primo posto si piazza Hong Kong con 26,6 milioni di viaggi, seguita da Bangkok (21,5) e Londra (19,2). Seguono in classifica Singapore (16,6), Macao (15,4) e Dubai (141,9). La capitale britannica e Parigi (al settimo posto con 14,4 milioni di viaggi) sono le uniche due città europee presenti nella top ten, mentre Italia e Spagna restano al di sotto della decima posizione. Chiudono gli ultimi tre posti della top ten mondiale New York (12,7 milioni di viaggi), Shenzen (12,6) e Kuala Lumpur (12,3). Il nostro Paese rientra solo nella top 100 con Roma (terza in Europa), Milano, Firenze e Venezia. A livello globale, infine, gli arrivi mondiali – sempre secondo Euromonitor – cresceranno del 3,7%. Una risalita che potrebbe venire frenata dalla pressione dei prezzi e dall‘instabilità geopolitica di Medio Oriente e Corea del Nord.

STRAPOTERE ASIATICO. La crescita dell’Asia è frutto di  due fattori principali: il mercato cinese e l’ipertecnologia delle città. La Cina, infatti, cresce a gonfie vele, ed entro il 2022 il Paese potrebbe diventare il principale mercato per domanda turistica in tutto il mondo con oltre 128 milioni di viaggi. Oltre al mercato Asia-Pacifico, però, saranno Usa e Francia i maggiori beneficiari dei viaggi dei cinesi.

Gli altri fattori di vantaggio competitivo per tutta le regione asiatica sono la crescita delle smart city che aiutano il turismo a sviluppare servizi e prodotti integrati in reti iperveloci, e lo sviluppo delle criptomonete e di servizi cashless, che facilitano lo spostamento di persone, merci e investimenti in tutta la regione.

«Il futuro non è criptico, bensì criptato – annuncia dal palco Wouder Geerts, senior travel analyst di Euromonitor International – e tutta l’industria del turismo deve adattarsi e prepararsi a questa ennesima rivoluzione che attraverso codici e reti permette scambi economici sempre più veloci e intiuitivi. Le emozioni, invece, guideranno il booking con software che integrano il riconoscimento vocale e quello delle emozioni attraverso processi di brain tracking. Presto sarà possibile scegliere il nostro hotel o il nostro viaggio in base alle emozioni che stiamo provando».

EUROPA TRA ALTI E BASSI. Il focus sull’Europa, invece, non elude i temi caldi: «Italia, Spagna e Grecia hanno beneficiato, in termini di viaggi, delle problematiche legate al terrorismo e alla Brexit, che hanno influienzato negativamente sia il nord-centro Europa (Uk, Francia e Germania), sia il Nord Africa e il Medio Oriente. Qualche effetto negativo legato all’overtourism, però, si è fatto sentire sulle città di Amsterdam, Barcellona e Venezia», rimarca Geerts. Le migliori performance, tra le città europee, sono registrate da Heraklion e Atene in Grecia, oltre a Budapest e Madrid. Male Nizza, Istanbul e Bruxelles, che sono nella “flop five”. Nel frattempo, però, le grandi metropoli europee riescono a intercettare numerose startup, anche dalla Silicon Valley, con Londra, Parigi, Berlino e Stoccolma che puntano alla leadership delle nuove realtà industriali e alla creazione di un ecosistema europeo delle nuove tecnologie.

L’AFRICA APRE I CONFINI, GLI STATI UNITI NO. Intanto l’Africa sperimenta una maggiore apertura dei confini interni per promuovere innanzitutto il mercato interno grazie al lancio dell’African Passport che da luglio 2016 permette l’accesso a ben 53 Paesi del Continente senza bisogno del visto.

Last but not least, gli Usa e tutto il continente americano vedono decelerare il movimento di turisti in attesa di capire se le misure restrittive del presidente degli States, Donald Trump, saranno talmente forti da far crollare i flussi. Finora il tema centrale è stato quello della sicurezza, con l’amministrazione Usa che ha aumentato gli investimenti per il riconoscimento facciale e gli scanner biometrici ai confini (e negli aeroporti). Ma l’incertezza, frutto delle misure di Trump, peserà su tutte le Americhe con le previsioni di Euromonitor che indicano un calo nel 2018 sia delle prenotazioni alberghiere, sia degli arrivi.

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L'Autore

Gabriele Simmini
Gabriele Simmini

Redattore e giornalista de L'Agenzia di Viaggi Magazine.

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