Le Filippine tornano ad accogliere i turisti (vaccinati)

Le Filippine tornano ad accogliere i turisti (vaccinati)
28 Gennaio 15:37 2022 Stampa questo articolo

Tempo di riaperture per le Filippine: a partire dal 10 febbraio la destinazione inizierà a riaccogliere i turisti stranieri – ma con l’obbligo di essere completamente vaccinati – provenienti da Paesi da cui non è richiesto il visto, come l’Italia.

Lo ha annunciato la segretaria del Turismo Bernadette Romulo-Puyat: «Siamo molto grati dell’approvazione della nostra proposta di consentire l’ingresso ai turisti stranieri. Il dipartimento intravede in ciò uno sviluppo positivo che contribuirà in modo significativo al ripristino dei posti di lavoro, soprattutto nelle comunità legate al turismo, e nella riapertura delle imprese che hanno precedentemente chiuso durante la pandemia».

«Grazie ad anni di coordinamento tra agenzie nazionali, operatori del settore e le varie unità del governo locale per preparare le nostre destinazioni per il turismo nella nuova normalità, siamo sicuri che saremo in grado di tenere il passo con i nostri vicini che hanno già fatto passi simili per riaprire ai turisti stranieri», ha aggiunto Bernadette Romulo-Puyat.

Annunciata anche la sospensione del sistema di classificazione dei Paesi a partire dal 1 febbraio 2022. Da febbraio cadrà poi l’obbligo per tutti i filippini completamente vaccinati, che devono rimpatriare, di sottoporsi a quarantena.

«Siamo anche consapevoli che non c’è spazio per l’autocompiacimento data l’imprevedibilità del virus – ha detto Puyat – Monitoreremo da vicino la situazione e garantiremo che i protocolli di salute e sicurezza siano rigorosamente applicati in tutte le strutture turistiche. I turisti provenienti da Paesi per i quali non è previsto il visto saranno autorizzati ad entrare nel Paese, a condizione che i loro passaporti siano validi per almeno sei mesi al momento dell’arrivo e che possiedano biglietti di andata verso il Paese di origine o il Paese di destinazione successivo. I turisti dovranno anche fornire una prova dell’avvenuta somministrazione di uno dei vaccini Covi- 19 approvati».

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