L’accusa di Open Air Next Step: “Esclusi dal dl Rilancio”

L’accusa di Open Air Next Step: “Esclusi dal dl Rilancio”
08 Luglio 12:07 2020 Stampa questo articolo
Alla luce del decreto Rilancio e del suo iter di conversione in legge giunto alle battute finali, “il segmento relativo al turismo all’aria aperta e alcune sue istanze sono stati esclusi”. Parola di Open Air Next Step, progetto nato per volontà di Baia Holiday, Club del Sole, CrippaConcept, Human Company, Vacanze col cuore e Vacanze di Charme, con l’obiettivo di promuovere le vacanze open-air di livello premium.

L’offerta open air italiana oggi è infatti realizzata da circa 2.650 aziende turistico ricettive che mettono a disposizione degli ospiti una capacità complessiva di 1.500.000 posti letto circa, con oltre 150mila addetti impegnati (tra diretti e indotto), per un fatturato che si aggira sui 5,2 miliardi di euro e un indotto complessivo intorno ai 3 miliardi di euro.

“Con l’obiettivo di sostenere la filiera, il settore aveva avanzato la richiesta di diverse misure, che sono state tuttavia disattese dal legislatore. Il settore adesso si aspetta maggiore attenzione e considerazione nell’annunciato decreto semplificazioni, che è andato in Consiglio dei ministri affinché alcune misure di semplificazione per gli investimenti in case mobili possano essere accolte da governo e Parlamento per sostenere questo importante segmento del travel, agevolando e incentivando così le imprese a investire”, si legge nella nota di Open Air Next Step.

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