La visione di Tamburi:
fiducia in Alpitour

La visione di Tamburi: <br>fiducia in Alpitour
16 Marzo 10:05 2021 Stampa questo articolo

Le perdite provocate dalla pandemia non intaccano la fiducia di Tip – Tamburi Investment Partners nella sua Alpitour. «Non siamo preoccupati, anzi», scrive la merchant bank a margine della relazione finanziaria 2020 approvata venerdì scorso dal cda e ora sottoposta all’assemblea degli azionisti convocata per il 29 e 30 aprile.

L’anno del Covid, di fatto, si chiude con risultati che il fondo che fa capo a Giovanni Tamburi non esita a definire «ottimi». L’utile pro forma è di circa 35 milioni di euro, il patrimonio netto di oltre 1.068 milioni, in crescita di circa 166 milioni rispetto al 31 dicembre 2019, grazie soprattutto ai risultati delle partecipate specializzate in servizi It e per la finanza come «Sesa, Be e Welcome che hanno sensibilmente migliorato i risultati, superando ogni precedente record».

«Al momento attuale, con il progressivo diffondersi dei vaccini, si vede con chiarezza la fine del tunnel, anche se non è ancora agevole misurare con ragionevole serenità la distanza da coprire e i tempi connessi», scriveva Tip solo tre giorni fa, ovvero prima che l’Aifa bloccasse i vaccini AstraZeneca in Italia, lasciando temere una nuova battuta d’arresto nella campagna di immunizzazione.

Per Tamburi, di fatto, l’andamento «delle vaccinazioni in tutto il mondo rappresenta l’aspetto più importante per poter costruire qualunque previsione». E se «i tempi per la definitiva normalizzazione restano incerti», il vero interrogativo da porsi è quale e come sarà la nuova normalità: «Abitudini evolute ma in qualche caso stravolte, atteggiamenti sui consumi e sugli investimenti ancora tutti da comprendere e, ancor più, gli impatti delle stesse sui conti delle aziende, in ogni angolo del pianeta».

Tra gli elementi di rischio evidenziati dalla merchand bank che detiene la maggioranza di Alpitour ci sono i possibili incrementi dell’inflazione, insieme agli aumenti «imprevisti quanto rilevanti» di materie prime e costi dei trasporti. «I risultati – si legge nella nota che accompagna la relazione finanziaria – dipenderanno molto dalle dinamiche dei mercati, dalle vaccinazioni, ma anche dalle opportunità che si manifesteranno nel futuro». E ipotizzare scenari è, al momento, «a dir poco azzardato».

Ma la fiducia di Tip nel futuro è grande per tre buone ragioni, da loro stessi elencate: un portafoglio partecipazioni composto da aziende leader, per cui «come in ogni altra crisi, la forza del posizionamento sarà fondamentale e gli effetti, sia a livello strategico che operativo, dovrebbero essere ben più limitati che su società più deboli; un livello di indebitamento delle società «assai limitato»; e «tanta liquidità immediatamente utilizzabile».

Intanto, dalla sfera tour operating di Alpitour, dice la sua sul futuro del settore il direttore operativo business Giuliano Gaiba, fresco di una nomina di grande valore: quella di presidente di MondoIulm, associazione creata nel 2017 da Alpi con Mediaset e Bnp Paribus Real Estate, per creare un sincretismo tra università e mondo del lavoro.

Intervistato dalla redazione web dell’Ateneo, Gaiba dichiara: «All’orizzonte avanzano i vaccini ma, sebbene ciò dia speranza, ci vorranno anni perché si possa tornare ai livelli del 2019. Questo però non deve scoraggiare, anzi, deve spronare a usare il tempo a disposizione per ripensare i modelli organizzativi e le strategie da adottare. Il mondo non sarà più come prima, il digitale ha accelerato e la popolazione ha imparato un modo nuovo di relazionarsi».

Un tema, quello dell’organizzazione aziendale, molto caro al direttore t.o. Pier Ezhaya, artefice della recente fusione per incorporazione di Eden e Press & Swan in Alpitour Spa, con l’obiettivo di snellire ed efficientare la macchina in vista della ripartenza.

L'Autore

Roberta Rianna
Roberta Rianna

Direttore responsabile

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