La vecchia Valtur va all’asta
e la nuova aspetta il concordato

La vecchia Valtur va all’asta<br> e la nuova aspetta il concordato
05 marzo 08:06 2018 Stampa questo articolo

Valtur che va, Valtur che viene. Mentre quella targata Investindustrial di Andrea Bonomi, dopo aver chiuso le vendite della stagione estiva (ma per il mese di marzo, stando all’account twitter @Valtur_Official, tutte procede regolarmente nelle strutture di Sestriere, Pila, Marilleva e Principe Marmolada), si appresta a chiedere una procedura di concordato preventivo per fare fronte al difficile momento, questi giorni saranno decisivi anche per la conclusione della vicenda legata alla vecchia Valtur Spa (quella, per intenderci, che faceva capo alla famiglia Patti).

Il Tribunale di Milano, infatti, ha fissato per il 13 marzo la data in cui alcune proprietà immobiliari e partecipazioni azionarie della società in amministrazione straordinaria dal lontano ottobre 2011 verranno messe all’asta, proprietà che tra le altre comprendono i complessi immobiliari turistico e alberghieri noti come Villaggio Valtur Capo Rizzuto e Villaggio Valtur Favignana.

Per quanto riguarda invece la nuova Valtur a gestione David-Del Torchio, la strada tracciata è quella della procedura di concordato preventivo con riserva, come riportava già a metà febbraio il portale dell’Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt.

«Nel percorso di risanamento dei villaggi turistici Valtur controllata di Investindustrial – si leggeva in una nota – Andrea Bonomi propone un concordato preventivo con riserva. Si consentirebbe quindi di disinnescare eventuali azioni esecutive da parte dei creditori, in primis i fornitori. Il piano prevede l’ottenimento dal Tribunale di Milano di un periodo di 120 giorni per la presentazione di un programma di risanamento mediante la creazione di una newco che si chiamerà Nuova Valtur».

Una tempistica che dovrà però fare i conti con la necessità di rendere profittevoli le strutture Valtur per la stagione estiva, sia che rimangano in pancia alla newco, sia che, come è molto più probabile, vengano ceduti a terzi (la dismissione dovrebbe riguardare più della metà delle venti strutture ricettive oggi in catalogo).

Una preoccupazione che aveva espresso anche Giorgio Palmucci, executive vice president di Th Resorts, a margine della presentazione del progetto di restyling dell’Hotel Planibel & Residence di La Thuile, in Valle d’Aosta. «Se la strada è questa, è tutto questione di poche settimane, anche meno, se si vuole programmare l’estate», aveva detto, confermando in questo modo l’interesse dell’operatore per alcuni villaggi mare Valtur espresso, sempre in quella sede, dal suo presidente Graziano Debellini a L’Agenzia di Viaggi Magazine.

Per il tour operator di via Conservatorio si tratterebbe dunque dell’ennesimo tentativo di salvataggio, a pochi mesi da quando Cassa Depositi e Prestiti era intervenuta con l’acquisto di tre villaggi Valtur con un’operazione complessiva da 75 milioni di euro, e da quando Elena David, in un’intervista pubblicata su Repubblica.it, aveva previsto la chiusura del 2017 con un fatturato da 86 milioni, e un’obiettivo per il futuro fissato a quota 100 milioni.

L'Autore

Giorgio Maggi
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