La strategia di Veratour: «Corridoi e incentivi alle adv»

La strategia di Veratour: «Corridoi e incentivi alle adv»
02 Marzo 07:00 2021 Stampa questo articolo

«Viaggiare è possibile», e Veratour vuole dimostrarlo. Parola del direttore commerciale Massimo Broccoli, che conferma l’intenzione di voler «sfruttare al massimo l’opportunità corridoio turistico con le Canarie», replicandolo anche su altre destinazioni, Grecia compresa, «dove si sta facendo un’attenta valutazione», spiega il manager.

L’Italia? «Assolutamente potenziata: adesso abbiamo in portfolio dieci strutture, di cui quattro sono nuove aperture». Quanto alle agenzie di viaggi, «appena possibile disegneremo con loro un piano incentivi, intanto cerchiamo di spingere su early booking e prezzo bloccato, senza adeguamenti carburante e valutari», aggiunge Broccoli che, tra le righe, manda la sua secca approvazione al ministero del Turismo: «è un segnale forte da parte del governo. E sulla strada della ripartenza ci fa sentire indubbiamente meno soli».

Partiamo dall’outgoing e dal peso dei corridoi turistici. Quanto cercherete di sfruttare quello con le Canarie?
«
Le Canarie rappresentano per Veratour un partner storico: lì possiamo contare su due villaggi Veraclub molto noti e apprezzati dalla nostra clientela. Quando con Neos si è ipotizzato di poter offrire ai clienti la garanzia di potere svolgere, pur con tutte le attenzioni del caso, una vacanza sulla destinazione non abbiamo avuto esitazioni. Cercheremo di sfruttare al massimo questa opportunità, con il chiaro obiettivo di poter dare delle certezze a clienti e agenzie di viaggi, ossia che viaggiare è possibile. Ovviamente, abbiamo cercato di realizzare dei protocolli chiari su alcuni comportamenti a cui bisogna sottostare, fornendo le massime garanzie possibili da un punto di vista di tutela della salute».

Al momento, dunque, Neos è la compagnia-chiave per portare avanti questo discorso. Quali saranno le prossime destinazioni?
«Neos per Veratour è un partner irrinunciabile e anche in questa occasione non si è smentita, mettendosi al nostro fianco con la consueta volontà di trovare un punto d’incontro su cui poter costruire uno scenario di business comune. Stiamo valutando insieme eventuali altre destinazioni da potere offrire ai nostri clienti, ma è evidente che dobbiamo sottostare alle indicazioni che ci arrivano dal governo».

Sembra chiaro che si sbloccherà prima l’Europa, quindi…
«Guardando nel breve-medio termine appare evidente che le destinazioni che prima potranno riaprirsi al mercato del turismo saranno quelle all’interno della comunità europea, e pertanto viene facile pensare per quanto ci riguarda alla Spagna e alla Grecia. In particolare, stiamo guardando con attenzione alle proposte che sta portando avanti la Grecia per poter riaprire i flussi turistici all’interno dell’Ue, che ci appaiono certamente come una possibile soluzione in questa fase. Siamo ovviamente molto attenti a tutte le eventuali opportunità che si potrebbero aprire e siamo pronti a farlo in tutte le parti del mondo, non appena sarà possibile».

Passiamo all’Italia, dove oggi avete la bellezza di dieci villaggi…
«Fin dall’estate scorsa ci è apparso chiaro che anche per il 2021 la domanda sarebbe stata concentrata sull’Italia per evidenti motivi. Per questo, i colleghi che si occupano della contrattazione si sono mossi immediatamente per apportare un significativo ampliamento della nostra gamma di villaggi sulla destinazione, che ha portato in effetti a quattro nuove proposte».

Quali sono?
«Il Veraclub L’isola delle Pazze in Puglia, a Torre San Giovanni (Ugento); il Veraclub Borgo di Riaci a Baia di Riaci, in Calabria; il Veraresort Grand Palladium a Campofelice di Roccella in Sicilia; il Veraclub Moresco a Santa Teresa di Gallura in Sardegna. Queste quattro novità si vanno ad aggiungere ai 6 villaggi Veraclub già presenti, di cui quattro in Sardegna, uno in Calabria e uno in Sicilia, con l’obiettivo di aumentare significativamente la nostra capacità produttiva sulla destinazione e fornire quindi maggiori opportunità ai nostri clienti e alle agenzie di viaggi».

Cosa dobbiamo aspettarci dalle nuove aperture? Quali sono stati i criteri di scelta considerato lo scenario attuale?
«Anche per queste nuove aperture abbiamo voluto rimanere fedeli ai nostri standard qualitativi, andando a scegliere il meglio delle strutture alberghiere presenti sulle singole località e anche quelli che ci hanno fornito le maggiori garanzie in tema di gestione delle strutture stesse. Abbiamo, infatti, deciso di non prendere tutto ciò che ci veniva proposto, ma solo quello che potesse garantirci di essere coerenti con i valori qualitativi che il nostro brand rappresenta e che i clienti e le agenzie nostre partner si aspettano da noi».

E con le agenzie di viaggi come state lavorando in ottica di rilancio?
«Per prima cosa abbiamo cercato di mettere in campo un sistema contrattuale che permettesse alle agenzie di viaggi di poter contare fin dalla prima prenotazione su una commissione importante e che potesse essere ritenuta interessante, in quanto in questo momento ipotizzare obiettivi senza avere chiaro il contesto nel quale opereremo non ci sembrava coerente. Abbiamo preso, però, con le adv l’impegno di rivederci e disegnare insieme a loro dei piani di incentivazione, non appena lo scenario sarà chiaro».

Con i voucher a che punto siamo?
«Abbiamo già pianificato una serie di azioni commerciali e promozionali che andranno a facilitare il lavoro degli agenti per poter riprendere a dialogare concretamente con i propri clienti. Operazioni, appunto, che avranno come obiettivo quello di sensibilizzare i possessori di voucher alla prenotazione, e altre che verteranno sulla possibilità di accelerare maggiormente le vendite sulle destinazioni che più ne avranno bisogno».

Fino al lavoro, fianco a fianco, con i network…
«Con alcuni dei principali network abbiamo già messo in campo alcune iniziative e stiamo valutando insieme a loro l’opportunità di attivarne altre. Oltre alle attività proprie delle agenzie abbiamo soprattutto cercato di costruire un catalogo che contenesse già delle opportunità importanti, cercando prima di tutto di realizzare un pricing coerente con le capacità di spesa dei nostri clienti, ma anche andando a potenziare il nostro sistema di early booking con nuove opportunità per coloro che prenotano con anticipo. Questo inserendo una formula di “prezzo bloccato” che permetterà di non incorrere più in eventuali adeguamenti carburante e/o valutari e, chiaramente, di offrire delle garanzie assicurative per mettere i viaggiatori al riparo dai fenomeni legati alla pandemia».

Sembrerebbe che i tanto discussi passaporti vaccinali arrivino nel giro di tre mesi. Cosa ne pensa?
«Crediamo che sia un primo passo verso il ritorno alla normalità. Appare logico pensare che se una persona è stata vaccinata e quindi non corre rischi né di essere contagiato, né tantomeno di contagiare altre persone, debba avere l’opportunità di tornare a condurre una vita normale e quindi anche a viaggiare liberamente. Ma queste non sono decisioni che dipendono in alcun modo da noi e pertanto adotteremo, come sempre, le indicazioni che ci verranno fornite dagli organi preposti».

Che idea si è fatto dell’istituzione del ministero del Turismo?
«La decisione di istituire un ministero dedicato esclusivamente al turismo appare come un segnale di forte sensibilità del governo alle difficoltà che tutto il nostro settore sta attraversando. Non possiamo che accoglierla in maniera molto favorevole. Fin da subito è apparso chiaro che il turismo sarebbe stato il settore più colpito e per il periodo più lungo: la decisione del governo di istituire un ministero che abbia il compito di studiare le modalità più opportune per farlo ripartire ci fa indubbiamente sentire meno soli in questo difficile compito, e le parole del presidente Draghi in merito sono state una grande iniezione di fiducia per il futuro».

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Giulia Di Camillo
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