La spinta di Etoa: «Serve un piano internazionale di rilancio del travel»

La spinta di Etoa: «Serve un piano internazionale di rilancio del travel»
31 Marzo 12:29 2021 Stampa questo articolo

Un piano internazionale con procedure standard condivise e comunicazioni social propositive per rilanciare il settore dei viaggi: è quanto chiesto dal tour operating di vari Paesi del mondo ed espresso esplicitamente nel corso di un forum online promosso dalla European Tour Operator Association. Per Tim Fairhurst, director of policy di Etoa, «la buona notizia del Digital Green Certificate Ue può certamente aiutare il rilancio del settore, ma non basta. Occorre assicurare uno standard internazionale nelle procedure che regoleranno la mobilità turistica».

Un sentiment condiviso da Christina Russe, deputy manager di Ectaa, che ha aggiunto: «La Ue ha avuto 27 diversi approcci alla emergenza pandemica, quanti sono gli Stati membri, ma ora occorre agire insieme e quanto prima possibile. L’approccio comune è essenziale per ripartire tutti con le stesse chance e soprattutto con i medesimi requisiti richiesti agli ospiti. Credo che il Digital Green Certificate potrà essere un utile strumento per la ripartenza, ma solo per l’ultimo periodo dell’anno, perché ci sarà un inevitabile fase di rodaggio, di sperimentazione, tenendo conto che in Europa ci sono regole molto rigide nel Gdpr (privacy). Non dimentichiamo che il passaporto sanitario dovrebbe contenere informazioni dettagliate sui singoli viaggiatori. Ma alla fine credo che questi ostacoli saranno superati e prevarrà nei governi il proposito di assecondare quanto prima la voglia di tornare a viaggiare».

Una voglia che si manifesta già prepotentemente negli States, come testimonia Jennifer Tombaugh, presidente di Tauck, uno dei maggiori t.o. americani che opera in tutti i continenti: «Purtroppo c’è ancora tanta confusione nelle procedure d’ingresso nei Paesi del mondo e abbiamo bisogno al più presto di un Piano internazionale e di procedure standard per consentire i viaggi  verso altri paesi. Qui negli States c’è una fortissima propensione a visitare l’Europa, ma i viaggiatori vogliono certezze. E sappiamo quanto sia importante per l’economia europea, poter contare su un ritorno alla normalità del turismo, magari fin dalla prossima stagione estiva. Consideriamo inoltre che oggi c’è più consapevolezza tra i viaggiatori, di come viaggiare, c’è una maggiore responsabilità e sensibilità e questo favorirà anche una nuova cultura del viaggio. E credo che si accentuerà la domanda di turismo esperenziale, non solo legato alla visita delle città, ma allargato a esperienze sui luoghi».

E sull’importanza di riattivare il long haul è intervenuta anche Petra Stusek, managing director di Lubjiana Tourism (Slovenia): «La destinazione Europa e le singole città europee dipendono molto dagli Stati Uniti. Dobbiamo lavorare per un rapido ritorno alla normalità di questo prezioso mercato».

Le aspettative, dunque, sono alte, così come è forte l’auspicio che la ripartenza possa iniziare fin da questa stagione estiva per trainare anche altri settori turistici completamente fermi, come ha puntualizzato da Yvonne Coulin, deputy manager di Ctz Nuremberg (Germania): «È un periodo molto nero soprattutto per il business travel che non si riprenderà prima della fine dell’anno. Ma se riusciamo a realizzare una strategia comune per la riapertura delle destinazioni turistiche europee, potremo vedere qualche spiraglio già nel 2021. Anche perché il comparto è molto reattivo: tutte le mete turistiche sono pronte, preparate con le misure di sicurezza, ad accogliere i viaggiatori».

E in questa fase di rilancio sarà indispensabile dare supporto anche alle compagnie come ha sottolineato Agnes Leroux, policy director di A4E – Airlines for Europe: «Anche i primi due mesi di quest’anno sono stati drammatici per il settore aereo con un calo vicino all’80%.  Per fronteggiare questo tracollo è indispensabile dare massimo supporto operativo e finanziario perché la connettività aerea è fattore preminente nel rilancio del settore e gli operatori turistici sanno che le compagnie aeree hanno già investito milioni di euro in procedure di tutela e sicurezza sanitaria. Sforzi che puntano a rassicurare i passeggeri in ogni fase del servizio aereo, a terra e a bordo».

E le sfide non si devono limitare al domani, ma anche al dopodomani, come ha ricordato Luis Araujo, presidente del Turismo de Portugal: «Sappiamo tutti di essere tornati ai numeri del turismo di 45 anni fa, per risollevare il settore occorrono studi anche per il medio-lungo termine, capire come sarà il mondo dei viaggi dal 2025 in poi, quando la pandemia sarà un ricordo. La vera sfida è proporre nuovi modelli di turismo e puntare fin da ora anche a una comunicazione social ovviamente più positiva, rispetto a quest’ultimo anno contrassegnato solo da notizie e informazioni decisamente allarmanti. I media saranno determinanti per predisporre le migliori premesse a un mondo dei viaggi consapevole, responsabile e tutelato anche a livello sanitario».

L'Autore

Andrea Lovelock
Andrea Lovelock

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