La Sicilia si allea con Ctrip per portare i cinesi sull’isola

La Sicilia si allea con Ctrip per portare i cinesi sull’isola
09 agosto 06:55 2019 Stampa questo articolo

Ctrip ha siglato una partnership strategica con la Sicilia. L’obiettivo è sviluppare il potenziale della Regione come destinazione turistica sul mercato cinese e implementare il commercio e ogni forma di scambio.

L’Italia, si sa, è già una delle destinazioni europee più popolari tra i visitatori cinesi. Nella prima metà del 2019, stando ai dati di Ctrip, le prenotazioni alberghiere in Italia hanno registrato una crescita su base annua del 200%, rendendo il Belpaese la destinazione più attraente in Europa per i turisti cinesi.

Secondo le statistiche della Regione Siciliana, 26,418 turisti cinesi hanno visitato l’isola nel 2018, in crescita del 25% rispetto al 2017. I numeri rappresentano una percentuale ancora marginale se calcolata sul totale di 3 milioni di arrivi di visitatori cinesi in Italia.

Con oltre 300 milioni di utenti in Cina, Ctrip si impegna ad allocare le sue piattaforme online e le connessioni con i media per promuovere destinazioni turistiche ed esperienze locali siciliane verso il mercato turistico cinese di alto profilo: dalle stazioni balneari e Spa termali, ai percorsi enogastronomici, gli itinerari d’arte e di storia come il parco archeologico di Segesta e Selinunte e la Valle dei Templi di Agrigento, percorsi naturali come sciare sull’Etna o fare immersioni ad Ustica, o anche eventi locali tra cui il festival del cinema di Taormina e il Carnevale di Acireale.

Secondo i dati del Wttc – World Travel and Tourism Council, il contributo totale del turismo all’economia italiana nel 2017 è stato di 223,2 miliardi di euro, pari al 13% del Pil, un numero tre punti percentuali più alto rispetto alle medie europea e mondiale. Nel 2017 oltre 3,4 milioni di posti di lavoro, pari al 14,7% dell’occupazione totale del Paese, sono stati generati direttamente e indirettamente dal turismo. I turisti cinesi sono noti per essere tra i viaggiatori internazionali più alto-spendenti, con un consumo medio giornaliero di 930 euro e con picchi di 1600 euro per i più benestanti, che si traduce in un enorme potenziale di sviluppo per le imprese locali.

«Siamo entusiasti di questa collaborazione con la Sicilia e non vediamo l’ora di lavorare più da vicino con l’industria turistica italiana. Con l’avvicinarsi del 2020 Anno del turismo e della cultura Italia-Cina, ci saranno ampie opportunità per soluzioni creative di destination marketing, non vediamo l’ora di portare più turisti cinesi in Sicilia a fargli sperimentare tutto ciò che questa bellissima regione ha da offrire» ha affermato Bo Sun, chief marketing officer di Ctrip.

«Compito delle istituzioni, sia statali che regionali, è quello di accompagnare il percorso di collaborazione tra Ctrip e la Sicilia e questo intendiamo fare con il presidente Musumeci e l’assessore Messina», cosi il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia, Gaetano Armao.

Prosegue Lucia Di Fatta, direttore generale dell’assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo in rappresentanza dell’assessore Manlio Messina: «Desidero manifestare tutto il mio apprezzamento, e lo ha fatto anche l’assessore formalmente con una lettera, per la firma di questi protocolli d’intesa tra Ctrip, Sicindustria e Confcommercio Sicilia, che vengono sottoscritti alla presenza della delegazione cinese e del Sottosegretario di Stato Michele Geraci».

E proprio quest’ultimo ci tiene a sottolineare il ruolo trainante della regione per tutto il Sud Italia, commentando così: «La Sicilia si prepara a ricevere nei prossimi anni un flusso crescente di turisti cinesi, che saranno un piccolo ma importante volano per l’industria della Sicilia e del Sud d’Italia. Nello scordo anno è aumentato in modo significativo il numero di turisti stranieri: nell’Isola si è passati dai 3,7 milioni del 2017 ai 4,5 milioni del 2018 (+21,9%), ovvero la quota più consistente nell’intero Mezzogiorno. Oltre al turismo, stiamo anche promuovendo il nostro settore agroalimentare e quello industriale, settori sinergici con il turismo, come spesso sottolineato dal Ministro Centinaio, con un occhio particolare sia alle piccole e medie imprese, che ricordo rappresentano oltre il 99% del tessuto imprenditoriale italiano, sia a importanti siti produttivi: l’obiettivo è favorire investimenti che creino posti di lavoro al Sud e, con questo accordo, in Sicilia in particolare».

«Il link tra la Sicilia e un mercato potenziale effettivo come quello del turismo cinese apre le porte a uno sviluppo che sarà prima di tutto a trazione turistica, ma che coinvolgerà a catena tutte le filiere produttive e industriali siciliane. Riteniamo fondamentale l’intesa che si sta sviluppando tra il gigante del travel cinese Ctrip e le associazioni di categoria del turismo siciliano aderenti a Sicindustria, Federturismo, e a Confcommercio, Federalberghi. L’accordo punta ad incrementare i flussi turistici bilaterali e a promuovere la Sicilia come meta turistica nel mercato cinese in continua crescita. Da qui può partire una virtuosa collaborazione, determinante per il futuro delle aziende turistiche siciliane» hanno concluso Alessandro Albanese, presidente di Sicindustria, e Francesco Picarella, presidente di Confcommercio Sicilia.

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