La ricetta Unwto contro l’overtourism

La ricetta Unwto contro l’overtourism
08 Novembre 11:47 2017 Stampa questo articolo

«Incoraggiare la visita dei luoghi meno conosciuti, andando al di là dei soliti itinerari». La ricetta per combattere l’overtourism, ovvero l’invasione dei turisti in città d’arte e luoghi famosi, arriva direttamente dalla bocca di Taleb Rifai, segretario generale uscente dell’Unwto, intervenuto al summit dei ministri al Wtm London 2017.

«Bisogna fornire degli incentivi al settore privato per investire nella valorizzazione di siti turistici secondari», ha proseguito Rifai, sottolineando come a pochi chilometri da Barcellona (proprio la città catalana era salita agli onori delle cronache la scorsa estate per la protesta dei suoi abitanti contro gli affitti di Airbnb) esistano luoghi stupendi, e pressocché ignorati da chi si reca nella città catalana in vacanza. E non è tutto, perché in Messico, a sentire quello che ha detto il ministro del Turismo Enrique de la Madrid, va ancora peggio: «L’80% dei turisti si reca in sole cinque destinazioni all’interno del Paese, per questo stiamo puntando molto sulle città storiche per attrarre nuovi visitatori».

Ma la lotta all’overtourism si inserisce in un contesto più ampio, come ha messo in luce Rifai. «I numeri non sono un nemico, ma bisogna saperli governare», ha poi aggiunto facendo riferimento alla crescita inarrestabile del numero di viaggiatori in tutto il mondo (entro il 2030 arriveranno a toccare quota 1,8 miliardi). Governare i flussi turistici in questo modo poi, avrebbe la conseguenza di agire anche in favore delle comunità locali. «Basta continuare a costruire hotel a 5 stelle in comunità a tre. Bisogna invece puntare su destagionalizzazione, diversificazione e consapevolezza del problema da parte degli operatori del settore».

Un po’ quello che è stato fatto in Grecia, dove negli ultimi tempi si è puntato molto sull’incremento dell’offerta nei mesi invernali, o in Costa Rica. «Abbiamo messo in campo negli ultimi tempi un progetto che vuole misurare lo sviluppo in termini sociali ed economici del turismo sulla destinazioni del Paese», ha detto il ministro del turismo della nazione centroamericana Mauricio Ventura Aragón.

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Giorgio Maggi
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