La provocazione di Ami: “Stop alla vendita di assicurazioni in agenzia”

La provocazione di Ami: “Stop alla vendita di assicurazioni in agenzia”
11 luglio 17:02 2018 Stampa questo articolo

“Proporrei di vietare la vendita delle polizze ai t.o. e alle adv e di istituire la figura dell’agente assicurativo di ‘vicinanza’ che possa mantenere un contatto costante e collaborativo con gli operatori del turismo”. È la proposta che Gualtiero Ventura, presidente di Ami Assistance, fa nella lettera aperta al numero uno di Aiav, Fulvio Avataneo, relativamente alla direttiva Idd, che così come impostata potrebbe comportare diverse criticità amministrative e organizzative alle aziende del travel.

“E dato che il business dell’agente assicurativo di ‘vicinanza’ non si limiterà certo alla vendita di 20o 30 polizze all’anno nel comparto turistico, le eventuali norme da seguire già sarebbero il suo pane quotidiano così come l’impatto economico sarebbe del tutto risibile rispetto al monte globale di provvigioni che percepirebbe per la sua attività principale”, aggiunge Ventura.

Pur considerando positivo l’obiettivo trasparenza che si è posto il legislatore europeo nella stesura del testo, il presidente di Ami Assistance si chiede se tale principio possa essere applicato con senso anche nel turismo. Ricordo con piacere le oltre 13mila agenzie degli anni 2006/10 e le centinaia di piccoli, medi e grandi tour operator. Dove sono andate a finire le circa 5mila adv che oggi mancano all’appello? Considerato il fatto che il settore ha di per sé già diversi problemi, la mia preoccupazione è che con questa nuova norma la selezione sarà ancora più feroce e che la distribuzione turistica subirà un’altra bella sforbiciata”.

«Ad oggi ci sono ancora punti poco chiari all’interno della normativa, ma l’articolo 10 dedicato ai requisiti professionali delle agenzie parla chiaro in termini formativi specifici e di capacità finanziaria obbligatoria. Ogni anno, ad esempio, gli addetti dovranno effettuare 15 ore di formazione, che per un dipendente costano circa 300 euro. Se pensiamo che l’agenzia, vendendo mediamente 2mila euro di polizze all’anno incassa circa 600/800 euro di commissioni è normale che ci si chieda se ne valga davvero la pena. Con l’articolo 10.6 (comma B), arriviamo poi all’apoteosi dell’assurdo. Si legge che l’intermediario dovrebbe possedere in modo permanente una capacità finanziaria pari al 4% della somma dei premi incassati e comunque non inferiore a 18.750 euro. Per mantenerla, applicando la stessa modalità di calcolo, dovrebbe incassare premi assicurativi per 468.750 euro”.

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