La Francia dimentica la crisi ma ora rischia l’overtourism

La Francia dimentica la crisi ma ora rischia l’overtourism
24 Ottobre 07:00 2018 Stampa questo articolo

È sempre lei, la Francia, sul podio delle destinazioni più visitate del pianeta. Dopo un paio d’anni non proprio brillanti dovuti all’ondata di attentati, l’incoming ha ripreso quota con 87 milioni di turisti internazionali nel 2017, +5,1% rispetto all’anno precedente, quando gli arrivi erano stati 82,7 milioni. Di conseguenza sono aumentate anche le entrate turistiche, pari a 49 miliardi di euro, stando ai calcoli di Dge – Etudes Economiques.

«Vista la tendenza dei primi mesi dell’anno, il 2018 si preannuncia un anno ancora più promettente – ha sottolineato Christian Mantei, direttore generale di Atout France, a margine di Iftm Top Resa – In particolare c’è un incremento degli arrivi dalla Cina, dal Giappone, dagli Stati Uniti e dalla Germania». Infatti, nei primi sei mesi del 2018 Parigi ha registrato la migliore performance turistica di sempre, con 17,1 milioni di arrivi, +4,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sono i risultati di un gioco di squadra ben collaudato, con una regia comune, ma in cui tutti, regioni, dipartimenti, enti del turismo, albergatori, si impegnano senza riserve, come ha tenuto a precisare Mantei: «La promozione del turismo francese non è piramidale, ma è un lavoro collettivo».

Con il costante aumento dei flussi turistici, il rischio a questo punto potrebbe essere la saturazione nelle località più visitate, come appunto la capitale francese. «Il fenomeno dell’overtourism inizia a manifestarsi anche in Francia – ha ammesso Mantei – Deve essere assolutamente tenuto sotto controllo, attivando dei sistemi di regolamentazione e di gestione adattati alle necessità di ogni singola destinazione, in modo da preservare ciò che attira i visitatori in Francia, cioè il nostro patrimonio naturale e culturale».

Tornando ai dati, a incidere in modo determinante sul risultato del 2017 è stato il ritorno in massa dei turisti europei (+5,6%), che hanno rappresentato il 79% del totale degli arrivi internazionali. Regno Unito con 12,7 milioni di arrivi (+6%), Germania con 11,8 milioni e Belgio/Lussemburgo con 11,3 milioni (+9,3%) si sono confermati i primi tre mercati; Brasile, Giappone e Spagna sono risultati invece i più dinamici, con incrementi attorno il 17%; mentre gli arrivi dalla Russia sono stati 800mila, pari al +43,4%, avvicinandosi alle cifre record del 2013.

La parte del leone l’ha fatta ovviamente Parigi, che insieme alla sua regione nel 2017 ha registrato 33,8 milioni di arrivi, 2,9 milioni in più del 2016, con ottime performance dei mercati giapponese (+32,8%) e cinese (+17,8%), quest’ultimo in particolare negli ultimi 10 anni ha marcato una progressione del 361%.

L’altra buona notizia è che insieme agli arrivi, hanno ripreso quota anche gli investimenti, che nel 2017 si sono attestati sui 12 miliardi di euro, di cui circa 2,54 miliardi orientati verso il settore alberghiero, seguito dai casinò, gli impianti di risalita, i parchi tematici, musei e monumenti storici.

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Maria Grazia Casella
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