La formula magica di Seychelles

by Andrea Lovelock | 12 Giugno 2019 7:00

Con 115 isole, di cui solo 18 abitate, cinque parchi naturali marini e due siti Patrimonio Unesco (la foresta Vallée de Mai e l’atollo Aldabra), l’arcipelago delle Seychelles ha tutti i numeri per primeggiare nella sfida del turismo sostenibile, puntando non solo sul soggiorno mare, ma proponendo un turismo attivo e responsabile, non certo di massa, ma nemmeno precluso a una clientela dal budget limitato.

I maggiori investimenti del governo dell’arcipelago sono orientati su due fronti. Innanzitutto quello della tutela ambientale: oltre ad avere definito due nuove aree marine protette che si estendono per 210 chilometri quadrati, infatti, prosegue il programma di certificazione della gestione sostenibile del turismo, il Seychelles Sustainable Tourism Label (Sstl), con l’adesione volontaria al momento di 19 strutture d’alto livello che si impegnano ad applicare good practice e salvaguardare la biodiversità dell’arcipelago. Un percorso virtuoso che può davvero diventare uno strumento di marketing vincente.

E allora, perché non enfatizzare che alle Seychelles stazionano oltre sette milioni di uccelli appartenenti a 200 specie diverse? O che nell’arcipelago è stato avviato un innovativo processo di piantagione, denominato Reef Rescuers Training, per allevare 50mila frammenti di coralli in una sorta di “nursery” subacquea che ha già ripristinato 6mila metri quadrati di barriera corallina? Nelle dichiarazioni del ministro del Turismo delle Seychelles, Didier Dogley, c’è l’essenza della strategia adottata: «L’inclusività del modello di sviluppo rappresenta un fattore determinante sia per gli abitanti, che per gli stessi turisti, diretti beneficiari di una terra preservata nella natura e nella cultura». Da qui una naturale evoluzione dell’offerta turistica che punta sulla diversificazione delle proposte in grado di assicurare al turista un’esperienza di viaggio non solo legata al soggiorno mare.

Su un altro fronte, si mira a colmare in pochi anni il deficit ricettivo delle Seychelles per talune fasce di clientela. Nel dettaglio un ampliamento dell’offerta ricettiva della fascia media, con boutique hotel, alberghi a 3 stelle, guesthouse e b&b di qualità, prevedendo specifici percorsi formativi per qualificare l’ospitalità e incentivi per gli operatori locali. Un esempio su tutti è la coraggiosa opera di restyling che Brigitte Payet, proprietaria del La Digue Island Lodge Hotel, ha avviato da tempo negli oltre 60 beach e garden chalet che compongono la sua struttura, tra le preferite dagli italiani e programmata da numerosi t.o.

Accanto alla diversificazione dell’offerta alberghiera si deve coniugare una maggiore varietà di servizi e attrattive. Non a caso proprio in questo albergo settimanalmente vengono organizzati corsi di cucina creola e serate a tema con danze del luogo che coinvolgono gli  ospiti. Una contaminazione e diversificazione di esperienze che può diventare l’asso nella manica per l’arcipelago, come evidenzia Derek Savy, marketing consultant del resort di La Digue, nonché general manager del Castello Beach Hotel a Praslin: «Rispetto ad altre isole dell’Oceano Indiano che sono diretti competitor, le Seychelles possono e devono offrire una vacanza completa e diversificata, con escursioni, visite, percorsi e attività sportive, in una parola un soggiorno esperenziale che fa la differenza».

Il fatto, poi, che lo scorso anno l’arcipelago abbia registrato 350mila arrivi internazionali, di cui quasi il 10% dall’Italia, e che la crescita sia più lenta e meno eclatante di altre mete esotiche, non viene considerato un limite, poiché non si vuole far diventare l’arcipelago un fenomeno turistico di massa, bensì un modello di destinazione sostenibile per viaggiatori responsabili. In altre parole, lavorare non tanto sui volumi di traffico, quanto sulla qualità dell’ospite.

Ovviamente, però, non si deve tralasciare un altro elemento caratterizzante della vacanza esotica, ovvero l’intrattenimento, come sottolineato da Ross Mackay, giovane general manager sudafricano del Paradise Sun a Praslin, altra struttura d’alta gamma prediletta dai clienti italiani e da Vip del calibro di Zucchero e del maestro Riccardo Muti: «Con le nostre 80 camere, di cui 10 Deluxe Suites, per un totale di 170 ospiti, raggiungiamo spesso il 92% di occupazione e la nostra filosofia è “whatever, wherever, whenever”, confidando nella combinazione magica di sole, buon cibo e gran divertimento».

Altro punto di forza delle Seychelles è rappresentato dalla esclusività di alcuni resort, come nel caso delle due strutture del Gruppo Constance: il Lemuria Resort a Praslin, che – come evidenziato dal front of house manager Virgile Joseph – è anche l’unico resort dell’arcipelago a vantare un suggestivo campo da golf a 18 buche (e non a caso è programmato da anni dal t.o. specializzato Acentro), e l’Ephelia Resort a Mahè che, con 313 suite con sette livelli tariffari, 5mila mq di Spa, zipline, rock climbing, fitness centre, un parco delle tartarughe e un Kids Club, è location ideale per target diversificati, dalle coppie alle famiglie. «L’ampiezza della struttura, i suoi cinque ristoranti – osserva John Narain, sales manager del resort – le  spiagge, il diving centre, i campi da tennis  e i tour in kayak offrono all’ospite tante opportunità di aggregazione, oltre a momenti di relax esclusivo o di vacanza attiva».

La strada intrapresa dal Seychelles Tourism Board segue le linee-guida del governo che vuole trasformare l’arcipelago in una meta “inclusiva” con molteplici esperienze da abbinare al mare. E l’Italia, con 28mila arrivi nel 2018, è mercato di riferimento. «Promuovendo eventi folk come il Festival Creolo a ottobre, la Fête d’Afrique a maggio, il Festival Gastronomico a settembre o eventi sportivi come l’Eco Friendly Marathon a febbraio – spiega Monette Rose, responsabile Seychelles Tourism Board in Italia – vogliamo ribadire anche il concetto di una meta esotica per tutte le stagioni dove l’ospite può scegliere cosa abbinare al soggiorno mare e arricchire così la vacanza. Andremo avanti con questa filosofìa attraverso iniziative per t.o. e adv – prosegue la direttrice – ma vorrei trovare nuovi format per entrare in contatto solo con operatori e agenzie realmente interessati ad approfondire la conoscenza delle Seychelles». Svolta in vista, dunque, rispetto a workshop e roadshow vecchio stile. A questo proposito Monette Rose, al termine del viaggio stampa delle scorse settimane, annuncia: «Sto pensando di organizzare a fine anno un grande evento dedicato solo ai best seller italiani delle Seychelles».

SPIAGGE, SIGARETTE E BICI, ISTRUZIONI PER L’USO. Alle Seychelles tutte le spiagge sono pubbliche ed è proibito prendere il sole in topless. Inoltre, se nei lidi e nelle piscine dei resort c’è la vigilanza di un bagnino, in tutte le altre spiagge delle isole – come Anse Coco o Anse Lazio – è garantito solo un presidio “LifeGuard” e, trattandosi di oceano, è consigliato prestare attenzione e usare la massima prudenza. È bene anche sapere che, in molte aree comuni dei resort come ristoranti e bar, è severamente vietato fumare anche all’aperto. Altro divieto legato alla politica di tutela ambientale, è quello imposto alla raccolta di conchiglie, coralli e pietre: molte strutture avvisano gli ospiti di evitare l’acquisto di souvenir dai venditori ambulanti. Massima attenzione, poi, all’uso di biciclette in strada considerato che nell’arcipelago la guida è a destra come in Gran Bretagna. Leggende metropolitane a parte su squali e insetti, l’unica reale avvertenza riguarda i “bruchi urticanti” che possono provocare momentanei fastidi. Infine, riguardo ai collegamenti aerei, l’assenza di un volo diretto dall’Italia per le Seychelles è compensato da una rete di servizi con scalo operati da importanti compagnie: Ethiad via Abu Dhabi, Turkish Airlines via Istanbul, Emirates via Dubai, Qatar Airways via Doha ed Ethiopian via Addis Abeba.

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